Cantiere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Racconti e romanzi

 

L’idea di un racconto o di un romanzo può venirmi in modi molto diversi. Sono un grande lettore, nel senso che amo molto leggere, e spesso un libro mi suggerisce uno spunto: una situazione, un personaggio, un ambiente. Altre volte lo spunto proviene da un film, da un fumetto, da un articolo di giornale, da un libro di storia, da un sito internet. Nei rari casi in cui ho il tempo per farlo, mi metto subito a scrivere, anche solo per fissare l’idea prima che svanisca. Altre volte non lo faccio subito, ma magari rifletto sull’idea, che non di rado prende forma in modo più articolato.

Dopo che ho sviluppato l’idea iniziale, possono venirmi altre idee per proseguire la storia, che cresce e giunge alla conclusione abbastanza rapidamente. In altri casi invece non vado oltre l’idea ed il racconto si ferma, per un periodo più o meno lungo (o magari definitivamente).

Normalmente ho bene in testa se voglio scrivere un romanzo o un racconto, ma talvolta un racconto incomincia a crescere troppo e non riesco più a fermarlo. Il romanzo Ispettore Ferraris, punto e a capo doveva essere un racconto, neanche tanto lungo: ho fatto fatica a mantenerlo nel numero di pagine richiesto per la pubblicazione.

 

 

 

 

 

L’origine dei romanzi

 

 

Angelo sterminatore (l’)

Come i due romanzi che lo hanno preceduto (Il martirio di San Felipe e La maledizione), è nato per sua libera scelta. L’autore invece, che aveva in mente un raccontino, ha dovuto chinare il capo, ma tanto ormai ci è abituato. A un certo punto Thomas Hardy e Adam Woolwich, i due protagonisti de La maledizione, hanno deciso che volevano anche loro una parte e l’autore gliel’ha data, tanto se si fosse opposto, loro se la sarebbero presa lo stesso. Non c’è nessuna fonte di ispirazione specifica per la storia, ma mi sono servito di due saggi per documentarmi: Queer City di Ackroyd per la Londra gay e Il cappello di Mr. Briggs di Colquhon per alcune scene.

 

Attraverso il fuoco

Il romanzo è ispirato a Quando le anime si sollevano, il primo volume di una trilogia di Madison Smartt Bell, dedicata alla rivoluzione haitiana. Nel romanzo il protagonista è un medico che cura con le erbe e vive gli anni della rivoluzione haitiana. Il medico che ho immaginato è profondamente diverso da quello di Bell, ma vive alcune delle stesse esperienze. Nella prima stesura il romanzo si intitolava Padroni di anime ed era centrato soprattutto su Louis, il medico. Nella versione definitiva è invece un romanzo corale, in cui si mescolano le vicende di sei-sette uomini.

 

Cerro del Diablo

Cerro del Diablo nacque come racconto, ispirato ai fumetti di Viste. Scrissi a Viste per fargli i miei complimenti per i suoi disegni, dicendogli anche che mi sarebbe piaciuto scrivere un racconto illustrato da lui, ma purtroppo non avevo tempo. Lui mi rispose dicendomi che avevamo una cosa in comune: la mancanza di tempo. Poi mi suggerì di mandargli anche solo una trama, un sunto. A me non piaceva l’idea di buttare giù qualche cosa di corsa, ma mi misi, in un periodo in cui avevo tutte altre urgenze, a scrivere un racconto. Vedere i disegni che Viste preparava era un fortissimo stimolo a proseguire con la stesura. Venne anche l’idea di provare a pubblicarlo, per cui il racconto, già piuttosto lungo, si trasformò in un romanzo: il personaggio di Diego, in origine destinato a non ricomparire più, ritornò in scena, la vicenda divenne più complessa e i personaggi più numerosi. Poi Viste si scoraggiò per la massa di disegni necessari ed optammo per pubblicare il romanzo sul suo sito. Quando Viste creò un nuovo sito, il romanzo non trovò più posto ed iniziai la sua pubblicazione in queste pagine.

 

In missione

L’idea del romanzo nasce dalla fotografia di Jordan (a cui è dedicata anche una galleria nel sito). Ho immaginato un uomo che sta per essere ucciso nel deserto della California. Si tratta di un poliziotto, un agente speciale infiltrato in una banda di narcotrafficanti.

Da questa idea iniziale si è sviluppata la storia, centrata sul personaggio di Jeff. Altri due episodi (la violenza di gruppo in carcere e l’agguato al deposito degli autobus) mi sono stati ispirati rispettivamente da uno spezzone di film e da una fotografia di Jason Statham (il modello del personaggio di Leo).

 

Maledizione (la)

Al file di questo romanzo avevo dato il nome di Africa3 (Africa2 era il racconto che poi si intitolò L’ispettore). Considerando che neppure una scena si svolge in Africa, già si può avere un’idea di come questo racconto (tale doveva essere) abbia dimostrato una sua volontà precisa, che non corrispondeva minimamente a quella dell’autore. Familiarmente chiamato Luridus Fetens, il romanzo è andato crescendo in modo del tutto autonomo, nel senso che decideva lui dove andare, e lo scrittore si è ritrovato nel ruolo di scrivano, a registrare la volontà della storia. La speranza che si sarebbe mantenuto in limiti ragionevoli (se non proprio un racconto, diciamo una novella) è svanita molto presto.

Il primo spunto venne da alcune immagini della serie Taboo, con Tom Hardy, per cui il protagonista è stato chiamato Thomas Hardy. Di lì poi la storia è andata avanti come voleva lei.

 

Martirio di san Felipe (il)

Non c’era da parte mia nessuna intenzione di scrivere un romanzo. Ne stavo già scrivendo uno, il secondo del ciclo delle crociate, ma non riuscivo a risolvere alcuni problemi, per cui decisi di accantonarlo per un po’ e dedicarmi ad altro. In un periodo precedente avevo iniziato una dozzina di racconti, che poi avevo concluso nel corso del tempo. Ne rimanevano tre e scelsi di completare uno di questi. La parte scritta corrispondeva alla seconda parte del romanzo attuale (Roccanera) e si doveva concludere con la nascita di una storia d’amore tra due personaggi (chi ha letto questa parte, capirà immediatamente quali), ma questi due non erano interessati l’uno all’altro e mi sembrava poco simpatico forzarli (tanto più che Giuseppe non è proprio il tipo che è facile forzare). Allora decisi di espandere un po’ il racconto. Ne nacquero la terza e la quarta parte, che poi mi spinsero a scrivere anche la prima. La crescita continuò inarrestabile. In questa espansione mi servii anche di un racconto che i miei primi lettori forse ricordano e che non ripresi nel nuovo sito perché non mi convinceva. Corrisponde sostanzialmente alle parti 8 e 9.

Non ci sono fonti d’ispirazione specifiche per la storia, ma solo per alcune scene specifiche.

 

Promessa (la)

Il mondo dei pirati mi ha sempre affascinato e dopo aver letto il testo di Burg, Pirati e sodomia, mi venne l’idea di scrivere un romanzo sull’argomento. Lessi anche un altro libro sulla storia della pirateria e pensai di scrivere la storia dell’uomo che aveva decapitato Barbanera. Nella realtà si trattava di uno scozzese, uno highlander, ma la realtà si può un po’ adattare alle esigenze. Preferivo l’idea di farne un sopravvissuto alla guerra di successione spagnola, perché stavo scrivendo un altro romanzo in cui si parlava della stessa famiglia. Così nacque il personaggio di Felipe. Tutte le sue avventure, a parte la morte di Barbanera, sono inventate di sana pianta, anche se Michel deve il suo nome di pirata (Testapelata) a una canzone di Nanni Svampa.

 

Quattro re (i)

All’origine di questo libro c’è la lettura di un romanzo di Balzac (Les Chouans): mantenni i personaggi di Hulot e Bel-Piede e ripresi l’episodio dell’agguato nel castello, dandogli però uno sviluppo del tutto diverso. Avevo intenzione di scrivere un romanzo erotico che non fosse solo una successione di scene a letto (o in altri posti: François e gli altri lo fanno un po’ dappertutto): i romanzi privi di una trama mi annoiano a morte. Il problema era quello di sviluppare la storia su più piani: un’avventura ben congegnata, che avesse uno sviluppo coerente e non fosse soltanto una somma di singole scene; un’iniziazione alla sessualità che non si esaurisse alla ventesima pagina, privando il romanzo di uno dei suoi aspetti interessanti, ma che non comportasse neanche un’astinenza del lettore fino a metà libro (come romanzo erotico sarebbe stato un disastro); un’iniziazione amorosa, che desse un po’ di profondità al personaggio e alle scene erotiche. La scelta di trasformare François in un (in parte involontario) guardone mi permetteva di creare scene erotiche senza coinvolgere direttamente il protagonista, in modo da mantenere la curiosità del lettore su come, quando e con chi François si sarebbe infine lanciato. Solo in tempi recenti mi sono reso conto che la scena dell’incendio del castello è ispirata al romanzo Ivanhoe, letto da ragazzo.

 

 

 

 

 

L’origine dei singoli racconti e delle raccolte

 

                               

1.32

Scrissi la prima parte di questo racconto tanti anni fa, in un periodo in cui avevo steso altri testi dedicati ad amori impossibili (o almeno alquanto problematici; Un progetto individuale è uno di questi). Poi lo interruppi, forse perché il tema era difficile e temevo di non riuscire a trattarlo con la necessaria delicatezza. Solo anni dopo decisi di riprenderlo e completarlo.

Non c’è nessuna fonte di ispirazione precisa per questo racconto.

 

Adulterio (o più d’uno) (un)

L’idea viene da un racconto di Maupassant, L’attendente. La giovane moglie di un colonnello si annega e nella sua ultima lettera rivela al marito i motivi del suo suicidio: lo ha tradito e l’attendente, ricattandola, l’ha costretta ad avere un rapporto con lui. Il marito uccide l’attendente. Gli elementi della storia di Maupassant ci sono tutti, ma lo sviluppo è, ovviamente, alquanto diverso.

 

Al Genji Club: v. POKER

 

Al ranch

Un racconto che nasce dal mio lato nero. Non ha un’origine precisa, ma raccoglie ricordi e letture di periodi molto diversi.

 

Analisi logica

Non saprei indicare nessuna fonte di ispirazione specifica per questo racconto nato e sviluppatosi senza difficoltà. Gli annunci pubblicati sono autentici. Mi sono limitato a cambiare un nome.

 

Apprendista di mastro Luca (l’)

Apprendista.jpgPer questo racconto medioevale l’ispirazione mi è venuta dal volumetto a fumetti Martino di Loreto, di Bordone e Picatto. Da lì ho tratto la figura del fabbro e quella del boscaiolo-bandito, nonché la scena in cui il protagonista fugge via dalla sua casa, per poi ritrovarla al ritorno distrutta. Mi permetto di riprodurre due immagini del fumetto: la prima è la scena in cui il protagonista vede il padre lavarsi, prima di scappare via (nel fumetto semplicemente perché non vuole lavarsi, come ha fatto suo padre; nel racconto le motivazioni sono diverse…). La seconda è il boscaiolo a cui ho dato il nome di Bernardo.

 

Arena

I gladiatori, dal classico Spartacus di Stanley Kubrick al recente Spartacus Blood and Sand, occupano un posto importante nell’immaginario gay. Ed è proprio guardando alcune immagini della serie Blood and Sand che mi sono infine deciso a dare corpo ad alcune mie vecchie fantasie e a proporre un racconto centrato sui combattimenti tra gladiatori. La trama è in parte ispirata a un brano in cui lo scrittore latino Luciano racconta di un uomo che decise di combattere nell’arena per riscattare un amico.

 

Aromi di Provenza

Non saprei indicare un’origine precisa per questo testo, che riprende diverse tematiche ricorrenti nei miei racconti.

 

Assedio (l’)

La dedica, l’ambientazione e alcuni nomi usati (Aziz, Turton, Chandrapore) rimandano chiaramente a Passaggio in India di Forster, a cui è doverosamente dedicato il racconto. Il romanzo ha costituito una fonte di ispirazione e il protagonista ha alcuni tratti dell’omonimo personaggio di Forster. L’epoca è successiva (siamo ormai nel periodo tra le due guerre mondiali).

 

Attenti al gorilla!

Questo breve testo nasce da un racconto letto molto tempo fa su Internet (non mi ricordo su quale sito). Era un racconto drammatico: un maniaco assale uno studente in un college, un compagno interviene per aiutarlo, ma viene ucciso e il maniaco violenta ed ammazza il giovane.  Di lì mi venne l’idea di una storia con una situazione di partenza analoga, ma che si sviluppava in modo diverso. La storia rimase allo stato di idea per diverso tempo, fino a che, anni dopo, la scrissi di getto.

 

Attore non protagonista: v. POKER

 

Autista (l’)

La prima idea del racconto mi venne guardando un film di Almodóvar, Gli abbracci spezzati. Chi ha visto il film, coglierà immediatamente il legame: la situazione in cui viene a trovarsi l’autista è simile a quella della segretaria che è la protagonista femminile del film. Ma il datore di lavoro è assai diverso, e non solo per l’età e l’orientamento sessuale, per cui la storia ha tutt’altro sviluppo.

 

Bacio di Giuda (il)

L’idea del racconto nacque da alcune immagini di rappresentazioni teatrali della Passione e dalla mia esperienza personale: mi è capitato due volte di assistere a questi spettacoli popolari, in cui le diverse parti sono attribuite non ad attori professionisti, ma alla gente del posto. La storia, molto semplice, è tutta farina del mio sacco.

 

Bar di Luca (il)

Non so da dove mi sia venuta l’idea di questa storia. Avevo in testa che Lorenzo si sarebbe messo con Luca, ma mi sembrava uno sviluppo banale. Così sono apparsi, uno dopo l’altro, Mattia e Nino.

 

Batteria scarica

Vecchia idea, che forse nasce dall’aver frequentato maestri negli anni delle riunioni-fiume con i genitori, quando sembrava che cambiare il mondo fosse a portata di mano e Berlusconi era di là da venire.

 

Ben Gardner, 1943-1975

Non ricordo da dove sia nata l’idea di questo racconto, forse da un bel romanzo di Baldwin, Just Above My Head, dove si parla delle lotte contro la segregazione razziale negli Stati Uniti, forse dai romanzi della Gordimer e da alcuni film sul Sud- Africa (come Un mondo a parte). Il personaggio di Ben Gardner ha la faccia e il corpo di Ben Franks, giocatore di rugby neozelandese.

 

Bestia (la)

La bestia è un film del 1975, di Walerian Borowczyk. Quando uscì ci furono recensioni decisamente positive e lo andai a vedere con un’amica (che si scandalizzò moltissimo). Non mi fece un grande effetto, ma tra i volumetti del Dizionario del cinema dell’Electa ce n’è uno sul cinema erotico e una scheda è dedicata a questo film. L’ho allora cercato su YouTube, dove ho anche ritrovato la scena iniziale del film, riproposta nel racconto. Ho poi steso tutto il testo, lavorando in modo abbastanza regolare. È uno di quei casi in cui tra l’ideazione di un racconto e la sua stesura completa passa un tempo ridotto, il contrario di casi come Attento al gorilla!, in cui l’idea viene sviluppata anni dopo, o di quei racconti come Partita di caccia, per cui passano anni tra la prima stesura e quella definitiva.

Per il personaggio di Mathurin de Mervans mi sono basato sul Mathurin del film, che è deforme. C’è poi una citazione del film Donne in amore, ma quella è esplicita, per cui non occorre aggiungere altro.

 

Un bravo ragazzo: v. NOVE RACCONTI NAPOLETANI

 

Bufera di novembre

Non c’è stata nessuna ispirazione esterna per il racconto in sé: amo andare in montagna ed ho immaginato la vicenda. Il personaggio di Primo è ispirato ad una canzone di Francesco Guccini (Il Caduto, da D’amore, di morte e altre sciocchezze). Forse il protagonista è ispirato ad un mio vecchio amico, perso da tempo, che divenne bancario, rimanendo sempre insoddisfatto del suo lavoro. L’episodio centrale è ispirato a un brano del romanzo di Sgorlon, Il trono di legno, letto trent’anni fa, ma di questo non mi resi assolutamente conto al momento di scrivere il racconto, ma solo anni dopo.

 

Ca’ de luce

Il racconto nasce dall’esigenza di continuare e in qualche modo concludere le vicende di due personaggi del romanzo L’angelo sterminatore: Edward e Bruce. Già mentre scrivevo il romanzo, i due mi avevano fatto capire che con loro non me la sarei cavata facilmente, per cui ho dovuto accontentarli. Non ci sono state fonti di ispirazione esterne per la vicenda.

 

Caccia grossa

Il tema della caccia all’uomo ritorna in diversi dei miei racconti, tra cui alcuni che non sono presenti sul sito. Questo testo non ha una fonte d’ispirazione precisa, ma in qualche modo risente di influenze diverse, dai resoconti di ciò che avveniva in paesi come la Rhodesia (a cui è chiaramente ispirato il paese immaginario di questa storia) a letture di scrittori africani.

 

Cacciatore di taglie (il)

Conosco uno statunitense di nome Daniel, autore di un racconto nero, Chest to Chest Belly to Belly, che mi ha suggerito una scena inserita in Cibo per avvoltoi e una nel gioco La taglia. A lui è ispirato il personaggio di Dan in Il diavolo custode (e anche il protagonista di Cadaveri non più freschi). Dan ha una passione per i western e qui gli ho assegnato, con il nome di Douglas, il ruolo del cacciatore di taglie. Le vicende del racconto non hanno origine in qualche lettura o film in particolare, ma in generale nei libri e nei film western con cui sono venuto in contatto.

 

Cactus in culo (un)

Nessuna origine precisa per questo racconto, in cui sono confluiti ricordi e fantasie diverse (la legione straniera, i forti nel deserto, le sfide di lotta). È nato da un’immagine iniziale (il forte nel deserto con una guarnigione del tutto isolata, in cui viene meno ogni freno inibitorio), senza avere nessuna meta. Poi è venuta l’idea dell’omicidio del comandante e il tutto ha preso forma.

 

Cadaveri non più freschi

All’origine di questo racconto c’è la storia di un autore statunitense, che scrive molto bene, ma non finisce mai i testi che incomincia. L’ultima che ho avuto modo di vedere si apriva con un fuorilegge ucciso da un cacciatore di taglie: da questa scena iniziale, a cui mi sono ispirato, si è sviluppato Cadaveri non più freschi, che è farina del mio sacco. Il personaggio di Mike, lo sceriffo, deriva dal racconto di un altro scrittore statunitense, Yagov Sangria.

 

Caduto al fronte

Il racconto mi è stato ispirato dal romanzo Au revoir là-haut, di Pierre Lemaitre. Nel libro è narrata la storia di due soldati, uno dei quali, sfigurato in guerra, si fa credere morto con l’aiuto dell’altro. Oltre all’idea del soldato che viene creduto morto, ho anche ripreso in parte il personaggio del padre, ricco banchiere.

 

Camera (la)

Nessuna fonte d’ispirazione specifica per questo racconto, tranne la scena iniziale, a cui ho assistito personalmente. Il resto è tutta invenzione.

 

Camera segreta (la): v. OMAGGIO A CAMILLERI

 

Camicia rossa (la)

Questo racconto siciliano nasce dall’idea di un romanzo, i cui protagonisti sarebbero stati uno dei Mille e un volontario siciliano. In mezzo avrebbe dovuto esserci anche Garibaldi, disponibile a qualche peccatuccio con qualcuno dei suoi volontari. Una mezza idea mai concretizzata. Il romanzo non venne scritto (nemmeno una riga), ma le letture di autori siciliani mi ispirarono questo racconto. Le singole situazioni descritte non hanno una fonte di ispirazione specifica.

 

Carriera di un pornodivo (la)

L’idea mi venne molto tempo fa, ma era chiaramente una storia assurda, per cui la mollai dopo aver scritto una pagina. Ci sono però idee alquanto tenaci, che non si lasciano accantonare facilmente. Approfittando di un momento in cui ero distratto e più disponibile, il soggetto si ripresentò e finii per cedere su tutta la linea. Questa storia non ha debiti nei confronti di altri autori e non saprei dire come sia nata.

 

Cascina (la)

Il racconto non ha un’origine precisa. La scena nella soffitta mi è stata suggerita da un bel romanzo dello scrittore mozambicano Mia Couto. Nel groviglio di interessi legati all’eredità vi è qualche eco dei romanzi di Balzac, che a me piacciono molto (e che la mia editor detesta, per cui questo racconto non le è piaciuto per niente).

 

Caso facile facile (un)

Questa prima inchiesta dell’ispettore Ferraris è nata dopo il romanzo, per presentare il personaggio. Non c’è nessuna fonte di ispirazione specifica per questo racconto, che prende spunto da una serie di problemi presenti a Torino (e in tante altre città).

 

Castello in fiamme

L’unico racconto scritto a due mani è nato da una richiesta di Stefano. Dopo alcuni scambi di mail, mi mandò la prima parte del racconto, dicendomi che gli sarebbe piaciuto molto che io lo completassi, preferibilmente con un lieto fine. Accettai la proposta e in questo modo insolito venne fuori un racconto in cui lo stacco tra le due parti è molto netto, ma mi sembrava giusto che così fosse.

 

Cavalleria rusticana ovvero la vera storia di Turiddu ed Alfio

La lettura di Cavalleria rusticana risale ai tempi del liceo, ma qualche tempo fa ebbi modo di vedere l’opera. Mi venne l’idea di scrivere un testo a partire da Verga, servendomi di sue frasi. Saccheggiai abbondantemente I malavoglia, Mastro Don Gesualdo e le novelle (da Novelle Rusticane a Vita dei campi), per cui direi che almeno il 75% del racconto è costituito da frasi di Verga. Cercai di cucirle insieme, con un filo quasi trasparente. Il risultato è questo racconto, da non prendere troppo sul serio. Incapace di vedere i miei limiti ci riprovai, con i due racconti dedicati a Camilleri (Il picciotto di Parma e La camera segreta) e poi, senza più freni inibitori, con Boccaccio (Decameron, Giornata XI, novella 1).

 

Cernunnos: v. Miti di Cernunnos (i)

 

Cibo per avvoltoi

Il racconto trae ispirazione da Belly to Belly and Chest to Chest, apparso sul sito Greasetank (chiuso da tempo) a firma di Necrobear: vi si narra di due cacciatori di taglie che vengono uccisi dall’uomo che vogliono catturare, English Paul, in una città chiamata Boca Caliente. Il racconto mi piacque molto, soprattutto per il legame esistente tra i due cacciatori di taglie, e immaginai un’altra storia che si svolgeva nella stessa città. Per illustrarla sono partito da una delle immagini che accompagnavano la storia.

 

CICLO DELLA GUERRIGLIA

Quando avevo qualche anno in meno di adesso, le guerriglie in America latina erano molto diffuse (e alquanto idealizzate). Di antiche letture e dibattiti qualche cosa dev’essersi sedimentato nel tempo, se ne sono venuti fuori a distanza di anni questi racconti. Ho lasciato nel vago il paese e gli anni, non volendo fare riferimento a una realtà precisa.

I - Una fine da topi

Nessun debito particolare, anche se il viaggio di un prigioniero e dell’uomo che lo scorta è un tema che ha dato vita a innumerevoli film e racconti. Questo racconto è nato come terzo, ma la vicenda narrata è cronologicamente la prima.

II - Notturno

Anche in questo caso, nessuna origine particolare, ma un tema, quello della missione disperata da compiere, che ritorna tantissime volte nella narrativa e nel cinema. Notturno è stato il primo dei racconti del ciclo a essere completato e nelle varie fasi di elaborazione ha acquistato un carattere sempre più nero, notturno, appunto.

III - Tre volte

L’origine di questo racconto si perde nella notte dei tempi: è senza dubbio uno dei più antichi come ideazione, anche se poi è stato realizzato solo in tempi recenti, quando la nascita degli altri due racconti del ciclo mi ha spinto a riprendere il frammento scritto e a completarlo. Non c’è nessun debito particolare nei confronti di altri testi.

IV - Manifestazione non autorizzata

Non avevo nessuna intenzione di scrivere un quarto racconto del ciclo. Ma i racconti prendono le loro decisioni, del tutto indifferenti ai loro (presunti) autori. Così è nata questa storia, in cui convergono spunti che spaziano dall’Argentina al Nicaragua fino alla Diaz.

 

CINQUANTA E UNA NOTTE

L’idea di questa raccolta di racconti mi è venuta leggendo le Cento e una notte. Si tratta di una raccolta che ha la stessa cornice narrativa delle Mille e una notte (con poche differenze), ma contiene storie differenti, a parte due, ed è nata in un’area diversa. Per le singole storie mi sono ispirato alle miniature indiane, persiane, ottomane e ad altre immagini che ho trovato e che ho modificato, per creare una narrazione che fosse sempre arricchita di immagini.

 

Colpo grosso (un)

Questo racconto ha un’origine particolare. Ai tempi in cui avevo una pagina su MySpace, avevo stabilito rapporti con diverse persone. Tra queste vi era Filippo (Dado). Poi lui incominciò a frequentare meno MySpace e più tardi io chiusi la mia pagina. Un anno dopo essere uscito da MySpace, gli mandai gli auguri di compleanno, con una battuta sul fatto che certamente era diventato vecchio e grasso. Come risposta Filippo mi mandò la foto che ho inserito sotto il titolo. Replicai che mi avrebbe potuto ispirare un racconto di mala. Dopo uno scambio di mail, in cui la vicenda prese forma a grandi linee, nacque questo racconto.

 

Come si combina un matrimonio

Il racconto ha un’origine molto insolita. Stavo scrivendo un romanzo (Mauro, sul sito di Francesco Neri) costituito da sei racconti che tracciano la vita di un uomo. Il quarto racconto è un canone inverso, con una storia d’amore che finisce, narrata dal punto di vista di un personaggio, e l’inizio della stessa storia raccontato dal punto di vista dell’altro. In una fase iniziale, l’idea era quella di non dare mai voce al protagonista del romanzo, lasciando che fossero sempre altri a raccontare la sua vita. Per questo quarto racconto però la faccenda non funzionava: non poteva esserci sempre un testimone esterno, era una forzatura. Allora eliminai i primi due pezzi che avevo scritto dal punto di vista di altri personaggi e completai il racconto servendomi del protagonista. Però mi spiaceva buttare via la parte che avevo scritto, che mi sembrava divertente, e così ne feci l’inizio di un racconto: questo. Complicato? Il racconto non lo è.

 

Corda al collo (una)

Cadaveri non più freschi si conclude lasciando il povero Ben da solo. La mia editor protestò, per cui decisi di trovargli una compagnia: di per sé la faccenda era semplice, ma perché ne venisse fuori una storia dovetti aggiungere qualche altro ingrediente. Il risultato è Una corda al collo.

 

Corde

L’idea venne dalla fotografia che accompagna il racconto: mi suggerì un personaggio, quello del capufficio, e mi immaginai una relazione tra quest’uomo e un impiegato alle sue dipendenze. Incominciai a scrivere, ma la storia era troppo ovvia, per cui le impressi un cambio di direzione, per renderla più interessante.

 

Corso estivo

Si tratta di un vecchio racconto, uno dei primi che ho scritto. Nel testo ci sono tracce della Liguria di Biamonti (l’autore di Vento largo e altri bei romanzi), ma ci sono soprattutto ricordi personali: è, per una parte almeno, un racconto autobiografico.

 

Cose mai viste

Dopo la produzione del romanzo Cerro del Diablo, con Viste rimase per un certo tempo un rapporto di amicizia, per cui una volta decisi di regalargli una falsa biografia, che spiegasse l’origine dei suoi disegni. Presi dal suo sito alcune immagini e ci imbastii una storia inverosimile, ma tutta all’interno dell’universo creato da Viste. Gliela diedi da leggere e lui apportò alcune correzioni e scrisse una premessa.

 

Crocevia

Il primo spunto per questo racconto venne dal romanzo di Chamoiseau, L’esclave vieil homme et le molosse. Scrissi qualche pagina, con la violenza su un giovane schiavo, ma poi il racconto si bloccò. Lo ripresi parecchio tempo dopo, creando i personaggi di Maurice e Kamau e inserendo anche i protagonisti del romanzo La promessa.  

 

Daddy

Che origine ha questo racconto? Non lo so. Il tema di fondo, che si svela solo alla fine, mi venne suggerito anni fa, ma non me la sentivo di affrontarlo. Però l’idea di frullava in testa e alla fine ha trovato questa realizzazione. Ho ripreso il protagonista di La doccia, perché secondo me era il personaggio giusto.

 

Decameron, giornata XI, novella 1

Dopo Camilleri (Il picciotto di Parma e La camera segreta) e Verga (Cavalleria rusticana ovvero la vera storia di Turiddu ed Alfio), dato che il lupo perde il pelo ma non il vizio, mi misi terza volta a saccheggiare frasi e interi brani di storie altrui. Questa volta, privo di qualunque senso del pudore, scelsi come vittima Boccaccio.

Una rilettura del Decameron mi spinse a questa follia: presi brani da diverse novelle e soprattutta da una, che corrisponde al primo terzo di questo testo. Cucii questi elementi cercando di usare un filo appena visibile e ne ricavai una novella in cui finalmente anche l’amore tra uomini ha un certo spazio, senza essere criticato. Qualcuno potrebbe pensare che mi sono preso troppa libertà con un gigante della letteratura, ma mi sembrava giusto rimediare a una lacuna del Decameron…

 

Demoni di Velikie Sorocintsy (i)

Tra le opere di Gogol vi è una raccolta di racconti, intitolata Mirgorod, di cui fa parte il celebre Taras Bul’ba. In questa raccolta è inserito anche il racconto Vij. È la storia di un seminarista che chiede ospitalità per la notte in una fattoria. Qui viene assalito da una strega, ma riesce a colpirla a morte. Qualche tempo dopo viene chiamato a recitare le preghiere funebri per tre notti e scopre che la morta è la strega che ha ucciso. Durante le veglie la morta e numerosi demoni lo assalgono, ma per due notti il seminarista riesce a salvarsi. La terza notte però, di fronte al mostro che dà il nome al racconto, muore.

Dal racconto di Gogol ho ripreso la veglia funebre in tre notti, con il cadavere che si alza, la bara che si solleva da terra e i demoni. Perciò il racconto è dedicato a Gogol (tanto è morto, non può prendersela), il protagonista si chiama Nikolaj e nel titolo c’è il nome del paese in cui nacque Gogol.

 

Diavolo custode (il)

Non c’è una storia letta o vista all’origine di questo racconto, ma solo alcuni stimoli molto parziali: una bella foto di Ari the Amazing (artista di cui trovate diverse immagini sul Web), in cui lo si vede in acqua; il personaggio di Dan creato da Daniel Richards e fotografato da un artista olandese; la mia vecchia passione per i western.

 

Diversivo (il)

Sull’origine di questo racconto, vedi le informazioni su La scuderia. Nello sviluppo della storia ritornano film, fumetti e libri letti da ragazzo, quando il western era un genere ancora in auge. Qualche debito particolare nei confronti dei fumetti che hanno per protagonista Blueberry, di Charlier e Giraud.

 

Doccia (la)

Da dove viene questa idea? Non saprei indicare un’origine precisa. Mi venne in mente e allora incominciai a scrivere il racconto, che si sviluppò senza darmi troppi problemi, in un tempo ridotto.

 

Domande pericolose

L’idea la devo a uno dei lettori dei miei racconti, che mi propose di scrivere insieme una storia, centrata sul rapporto tra uno studente e il suo insegnante. Accettai la proposta, ma c’era troppa diversità nei nostri modi di scrivere, per cui l’idea non venne realizzata. Ripresi però la parte che avevo scritto e continuai il racconto, sviluppandolo a due voci. Ringrazio Fausto per lo stimolo che mi ha fornito.

 

Doppio gioco

Nessuna origine precisa per questo racconto, in cui confluiscono letture e film sui briganti. Il tema di fondo nasce da vecchie fantasie che per lungo tempo non sono state scritte.

 

Dotazione naturale

Si tratta di uno dei primi racconti che ho scritto, quando avevo ancora intenzioni serie. Risente dei ricordi di un viaggio in India, della lettura di alcuni romanzi, tra cui quelli di Kipling e quelli di un altro scrittore (chi ha letto il racconto sa di quale autore si tratta, qui è meglio non svelare nulla), ma senza nessun debito specifico. A diversi anni di distanza ho ripreso il racconto, ho descritto ciò che nell’originale era solo accennato e lo servo, opportunamente decorato, ai lettori.

 

Due grandi attori: v. IL PIACERE DI UCCIDERE

 

Duello (il)

Nessuna fonte di ispirazione precisa per la vicenda. Il tema del duello proviene dai tanti racconti ottocenteschi letti e la parte introduttiva, in un salotto, si ispira ai testi di Maupassant che spesso presentano una cornice di questo tipo. La città di Kessin è un’invenzione di Fontane (Effi Briest).

 

Erede dei Medina (l’)

Non so rintracciare l’origine di questo racconto, decisamente più sanguinoso di quelli che di solito pubblico in questo sito. Probabilmente si sono mescolate vecchie letture e vecchi film: sui briganti esistono infiniti libri e film, sui bambini scambiati pure. Non ho però in mente un libro o un film preciso che abbia ispirato la vicenda.

 

Esecuzione (l’)

È un vecchio racconto, nato molto prima di Doppio gioco (e del tutto indipendentemente), senza nessuno stimolo particolare. Appartiene alle mie fantasie nere, ma mi sembrava potesse essere riproposto come seguito e conclusione di Doppio gioco.

 

Estate

Mi capita spesso di affrontare una tematica in due racconti che sviluppo in contemporanea. Estate nasce insieme a Xander e la tematica è quella del rapporto padre/figlio. I due racconti hanno preso strade del tutto diverse: quello ottocentesco si è mosso con una maggiore libertà; questo si è evoluto nella direzione di un racconto di iniziazione.

 

Fado

Come può nascere un racconto dedicato al fado? Da un viaggio in Portogallo e dall’ascolto di questa musica, ovviamente.

 

Faggot

L’idea del racconto nasce da alcune fotografie di InkedKenny, che ho anche utilizzato per illustrare il racconto. Il personaggio ripreso, l’attore porno e performer Robert Ridgway, mi ha ispirato una storia che non ha niente a che vedere con lui.

 

Falcone di Federigo (il)

A chiedermi questo racconto, che riprende il titolo e parte dell’intreccio della novella del Boccaccio, è stato Galeazzo. Mi sono servito di alcuni suoi suggerimenti e ho sviluppato l’idea a modo mio, rinunciando ad usare un linguaggio trecentesco, perché l’esperimento precedente (Decameron, giornata XI, novella 1) aveva messo in difficoltà alcuni lettori.

 

Fantasmi

Per chi conosce Maupassant, che mi ha ispirato anche altri racconti, non è difficile capire da dove nasce Fantasmi: il racconto di riferimento è L’Horla. Come sempre lo sviluppo è diverso, ma il debito è consistente e il nome del protagonista, Guy, e la scelta dei luoghi sono piccoli omaggi al grande scrittore francese.

 

Festa di Natale

L’idea di questo racconto e le linee essenziali del suo sviluppo non sono mie: sono una fantasia di Max Thomas, a cui il racconto è giustamente dedicato. Fu lui a propormi questa traccia, quando scrissi Arena (vedi anche Requiem per un boss). Allora non sviluppai la storia, ma l’idea mi piaceva, per cui decisi di proporre a tutti lettori il mio regalo di Natale a Max.

 

Fine da topi (una): v. CICLO DELLA GUERRIGLIA

 

Fine del comandante Caber (la)

Il racconto nasce da alcune immagini di Dirk Caber, attore del cinema porno gay americano. Caber recita spesso in film sado/maso. Le fotografie mi hanno suggerito una storia in cui un comandante viene catturato e umiliato dai nemici. Il soldato Jesse Jackson è ispirato al compagno di Caber.

 

Foto di animali

Questo racconto non ha nessuna origine particolare. Visitai effettivamente i parchi canadesi diversi anni fa, ma l’idea della storia non germogliò allora. Mi venne invece in tempi recenti, in un periodo in cui scrivevo testi più impegnativi e avevo perciò voglia di qualche cosa di molto leggero, un racconto sorridente, senza drammi e senza azione. Insomma: un gelato al limone.

 

Frontiere

Come è nato Frontiere? Sarebbe bello saperlo. È uno di quei racconti che uno si trova in testa un mattino. Si incomincia a scrivere ed il racconto va avanti per conto proprio fino alla fine: niente ripensamenti, dubbi, improvvisi cambi di direzione, interruzioni che durano mesi o anni. Meraviglia o schifezza, questi racconti sono come sono ed io non saprei proprio spiegare come l’idea è germogliata ed è cresciuta fino ad assumere la forma attuale.

 

Fuggiasco (il)

La fuga è un tema che ritorna in alcuni dei miei racconti. Questo è nato dalla lettura del romanzo La ferrovia sotterranea, di Colson Whitehead. Sul tema avevo letto anche altri testi e così ho deciso di scrivere un racconto, in cui compare anche Patrick, del romanzo La maledizione.

 

Gabbia (la)

Una vaga fonte di ispirazione per questo racconto, scritto qualche anno fa, sono stati alcuni romanzi e racconti di Willa Cather. Ma la storia dei due personaggi è basata su situazioni vissute o viste da vicino, più che su romanzi o film.

 

Galleria assira (la)

L’idea di questo racconto mi venne leggendo Ritratto di signora di James e infatti i due protagonisti assomigliano per alcuni aspetti ai due uomini innamorati di Isabel Archer, la signora del titolo: Lord Warburton, ricco e bello, reduce da un viaggio in Oriente, mi ha ispirato Gerald; William riprende alcuni tratti di Ralph Touchett, il cugino della protagonista, malato e destinato a morire nel romanzo.

 

Giornata d’autunno

È un racconto con una storia abbastanza lunga. Prima venne Postazione indifendibile, in cui si mescolavano reminescenze di un libro sulla guerra in Mozambico e di un romanzo, La nave arenata, di Alvaro Marques. Un breve racconto con una gestazione difficile, che mi portò a scrivere due finali diversi. Alcuni anni dopo decisi di riprendere la stessa situazione e di scrivere un secondo racconto, ambientato però in un altro periodo, in un altro paese e con personaggi un po’ diversi: come ho già avuto modo di dire, mi piace molto giocare con alcuni elementi e combinarli in modi differenti. Nacque così Giornata d’autunno. Questo racconto ebbe ben tre finali.

 

Giornata di merda (una)

Esisteva un sito chiamato Gay Male Hanging su cui apparvero, in un inglese alquanto sgrammaticato, le avventure di Dusty e Tex, due giustizieri: erano opera di un autore che si firma Badbiker. In una di queste storie i due eliminano un ladro di bestiame, un certo Dexter. Il personaggio di Dexter mi piacque molto e prima immaginai una storia nera che avveniva subito dopo l’impiccagione di Dexter e aveva come protagonista un personaggio da me inventato, poi scrissi invece una storia con uno sviluppo del tutto diverso, in cui comparivano Dexter e il mio personaggio: è il racconto attuale.

 

Gita scolastica

Chi non ha mai partecipato a una gita scolastica ai tempi della scuola superiore? Ricordi lontani nel tempo si sono sommati a esperienze più recenti. Il racconto era pronto da tempo, ma una gita scolastica finita tragicamente mi ha spinto a rinviare la pubblicazione.

 

Globirene impudiche (le)

Le globirene impudiche ha un’origine particolare, per cui posso dire che è il testo è solo in parte mio. La trama mi fu suggerita parecchio tempo fa da Hinotori, che prese spunto da un racconto di Mitchell Baybrook. La storia ci ha messo un po’ di tempo a germogliare, ma adesso la piantina è spuntata, è cresciuta ed eccola qui! Anche se la situazione iniziale e l’Azazel li ha inventati qualcun altro, le globirene sono farina del mio sacco!

 

Grizzly (il)

L’idea centrale di questo racconto viene da un racconto apparso sul sito Greasetank, Cop’s Story, di Badbiker, in cui un poliziotto si fa uccidere da un motociclista incontrato per strada. Gli sviluppi successivi della storia sono del tutto inventati.

 

Guardia dei sogni (la): v. POKER

 

In fuga: v. NOVE RACCONTI NAPOLETANI

 

Inverno di Rocco (l’)

Il racconto nacque dalla visione di un bel film, Il vento fa il suo giro. Di lì proviene il personaggio del pastore che si trasferisce in un’altra valle e vi affitta una casa ed i pascoli. Lo sviluppo della mia storia è del tutto diverso, ma qualche elemento secondario proviene dal film (in particolare la presenza di un adulto con problemi mentali).

 

Ispettore (l’)

L’idea di questo racconto africano probabilmente mi è venuta leggendo del traffico di minori in alcuni paesi africani. La prima parte del racconto è nata senza problemi, poi c’è stata una lunga pausa, prima che lo riprendessi e lo completassi.

 

Ispettore paga il conto (l’)

L’idea del racconto viene da alcune tavole a fumetti di Logan, visibili nel suo sito (v. Links): ho inserito una di queste tavole nel racconto. Logan ne ha poi creato una versione (incompleta) a colori, inserita nel suo blog, che aggiunge alcuni elementi, ma ormai la storia era stata scritta.

 

Korzuchin: v. IL PIACERE DI UCCIDERE

 

Josquin

Nessuna origine precisa per questo racconto, che di sicuro è stato ispirato dalle numerose letture di libri di storia del Medioevo.

 

Lampo

Lampo nasce da una conversazione su Messenger. Un amico mi descrisse una sua fantasia, che forma l’ossatura di questo racconto. Io mi limitai a rivestire le ossa di carne e pelle, rispettando tutte le indicazioni. Mi dichiaro solo parzialmente responsabile.

 

Lap dance

Come Partita a poker e La guardia dei sogni, il racconto è ispirato a un filmato di Men at Play, di cui ho inserito due fotogrammi.

 

Lezioni di lotta

Il tema della lotta ritorna spesso nei miei racconti (v. subito sotto I lottatori). Alcuni immagini del sito Naked Kombat mi hanno fornito lo spunto per questo racconto, che non ha altre fonti di ispirazione.

 

Lottatori (i)

Ho sempre trovato il tema della lotta tra uomini affascinante e la scena in cui i due protagonisti maschili di Donne in amore si affrontano nudi rimane per me una delle più cariche di erotismo che abbia mai visto (e infatti me ne sono servito in un racconto, La bestia). A spingermi a ritornare sul tema e a scrivere questo racconto è stato lo scoprire qualche tempo fa su Internet il sito di Naked Kombat: ho ritrovato la mia vecchia fantasia di una lotta in cui la posta in gioco è di tipo sessuale (idea già sviluppata in Una giornata di merda e in un altro racconto che non ho mai completato). Ho pensato di ambientare il racconto in Turchia, vista la tradizione dei lottatori di Edirne.

 

Manifestazione non autorizzata: v. CICLO DELLA GUERRIGLIA

 

Maschio alfa

Non saprei dire che origine ha questo racconto. Il protagonista è ispirato a Seth Fornea, che si vede nelle immagini, mentre Willbear potrebbe essere Parker Williams.

 

Mercenario (il)

Non saprei individuare nessuna origine per questo racconto, che riprende alcuni temi già presenti in diversi altri miei racconti.

 

Messenger: v. NOVE RACCONTI NAPOLETANI

 

Missione ad Abu Hadar    

L’unico elemento che ha un’ispirazione esterna è il personaggio di Lucien, che fisicamente (ma non per gli altri aspetti) ricorda un personaggio di Hergé, in un fumetto di Tintin (Tintin au Pays de l’Or Noir).  Il personaggio mi era piaciuto e mi venne in mente una storia, tutta diversa, ambientata, come l’avventura di Tintin, in un paese arabo negli anni ’50.

 

Miti di Cernunnos (i)

I miti mi hanno sempre affascinato e mi è talvolta capitato di immaginarne, senza però mai arrivare a scriverne uno. Finché un giorno, guardando il sito di Dchoii Doodles, ho visto la sua immagine del dio Cernunnos. Non ne sapevo nulla (ma nessuno ne sa nulla, di fatto: il suo nome è citato in alcune iscrizioni e la sua immagine compare in rilievi, ma non ci sono miti relativi alla sua figura). Ho così deciso di inventare una serie di miti legati a questo dio.

In essi si mescolano elementi tratti da miti greci, celtici, mesopotamici: tutto plausibile, in quanto i Celti erano presenti in un’area molto vasta, per cui vennero sicuramente a contatto con i miti di popoli molto diversi.

Nel Viaggio chi conosce il mondo greco classico troverà echi del mito di Crono e Zeus, di Ercole e di Orfeo, ma ci sono anche tracce di miti celtici (oltre a Cernunnos, anche la figura del serpente rimanda all’area celtica).

Nel ciclo dell’Isola ritornano elementi di diversi miti della creazione e nel secondo episodio c’è una traccia dell’episodio di Eurialo e Niso, dall’Eneide. Il sacrificio e la trasformazione della vittima si ispirano a diversi miti greci.

Nel ciclo di Doche si mescolano elementi storici (l’uso di decapitare i vinti e di esporne la testa come trofeo di guerra; quello di uccidere ritualmente il re divenuto anziano) e altri provenienti sia dalla mitologia celtica (in particolare la morte di Iliach è tratta, in modo piuttosto fedele, da un episodio del ciclo di leggende di Cuchulainn) e dai miti greci.

Nel ciclo delle Morti credo che i riferimenti ad alcuni miti greci (la nascita di Atena dalla testa di Zeus, la discesa agli Inferi di Orfeo per liberare Euridice) siano piuttosto evidenti. Il mostruoso uccello Azu è invece tratto da un mito mesopotamico, meno noto; anche nella discesa agli Inferi di Doche e Cernunnos ci sono diverse reminescenze di miti sumerici.

Tir Na Nog ha un’origine complessa. Per pubblicare Cernunnos in volume avevo deciso di aggiungere due episodi: uno che nella risistemazione del sito è stato direttamente inserito nel secondo ciclo e uno ambientato alla fine del ciclo e che corrisponde alle attuali prima e terza parte di Tir Na Nog. La prima venne scritta, la seconda no. Più tardi da un viaggio in Irlanda nacque l’episodio di Bres, che però rimase senza una conclusione. Unendo i due frammenti, venne fuori un racconto che aveva bisogno solo della conclusione.

 

Mito di Orione (il)

Il mondo dei miti è affascinante ed io ci avevo già provato con Cernunnos: in quel caso avevo una grande libertà, in quanto sul dio celtico Cernunnos le nostre conoscenze sono quasi nulle. Orione compare invece in alcuni miti greci, solo in parte conservati. Essi narrano la vita e la morte di questo semidio, ma forniscono versioni diverse e, come quasi sempre avviene con il mito greco, non conciliabili. Ho scelto una serie di situazioni accennate o sviluppate nei diversi miti su Orione e ho costruito questa storia, che solo nel finale si discosta completamente dalla tradizione greca.

 

Mito di Prometeo (il)

Loran pubblicò tempo fa il bel disegno che accompagna il racconto: esso mi spinse a riprendere il mito e a elaborarlo, dandogli un finale diverso da quello della tradizione.

 

Morte del re (la): v. NOVE RACCONTI NAPOLETANI

 

Nel gorgo: v. IL PIACERE DI UCCIDERE

 

Nella scuderia

Qualche tempo fa, mi avevano richiesto uno o due racconti bear per un’antologia. Mi misi al lavoro e preparai due racconti western, in cui compare, ad alcuni anni di distanza, lo stesso personaggio: Nella scuderia e Il diversivo. Nella scuderia è una rielaborazione di vecchie fantasie, di cui si trova traccia anche in Cerro del Diablo (la prima scena di amore tra Diego e Ramón si svolge proprio in una scuderia). Il personaggio di Patrick ha alcuni elementi di uno dei due protagonisti di Il tricheco e il delfino. I due racconti si sarebbero dovuti rivolgere a un pubblico diverso dai frequentatori del sito, per cui non ebbi scrupolo a rielaborare temi già sviluppati.

La mia gentile editor mi stramaledì, dicendomi che l’avevo fatta piangere, che il racconto era troppo triste e altre cose di questo genere, per cui mandai per l’antologia solo Il diversivo, insieme a un racconto precedente, Uomini e lupi. L’antologia non si fece (almeno suppongo: non ebbi più nessuna notizia, nemmeno una risposta alle mie mail da parte della casa editrice, che non era la Zoe).

 

Nelle tenebre

Il racconto ha un debito ben preciso, che non sarà sfuggito ai lettori del bel romanzo di Anna Banti, Noi credevamo. Anche se per le immagini mi sono servito di scene del film, il racconto è ispirato al libro, assai diverso dalla pellicola di Martone. La prigionia del protagonista e la sua condizione temporanea di cecità sono direttamente tratti dalle pagine del libro della Banti, ma lo sviluppo è ovviamente del tutto diverso.

 

Notturno: v. CICLO DELLA GUERRIGLIA

 

NOVE RACCONTI NAPOLETANI

Stranissima la storia di questo ciclo di racconti. Ne avevo in mente uno, che corrisponde all’attuale quarto (più un pezzo), ma poi mi sono chiesto come si incontravano i due personaggi che all’inizio della storia già formavano una coppia. Ne è nato l’attuale terzo racconto, mentre dal finale del quarto sono nati i primi nuclei del sesto e del nono. Però, però… prima che cosa c’era? Da questa domanda è germogliato l’attuale secondo racconto. Intanto il salto temporale tra il quarto e il sesto mi sembrava eccessivo, così è nato il quinto. E poi ho deciso di tornare ancora indietro ed ecco il primo. Infine, una storia che in parte è a sé ha dato vita al settimo. Per la pubblicazione in volume è stato aggiunto un nuovo racconto, che è diventato l’ottavo. Non mi era mai successo niente del genere, ma questi racconti volevano nascere e come dirgli di no?

I - Un bravo ragazzo

Penultimo nato (terzultimo, considerando anche Il Serpente) della serie, tra molte difficoltà: nessuno dei tre protagonisti conosce l’esistenza degli altri e non possono incontrarsi qui, perché il loro incontro avverrà tra il terzo e il quarto racconto. Eppure questa avventura milanese, in cui i protagonisti giocavano in trasferta, ha preteso di essere scritta. Il personaggio di Mauro è quello che i lettori hanno già conosciuto in Come si combina un matrimonio e Daddy e a cui poi è stato dedicato il romanzo che porta il suo nome.

II - Recita a Scampia

Nel secondo racconto i tre protagonisti del ciclo vivono ancora vite del tutto separate, ma Fabrizio ha modo di vedere gli altri due. Nel racconto si trovano echi di Gomorra (Saviano è citato nell’ultimo racconto) e la recita a Scampia è ispirata al bel film dei Taviani, Cesare deve morire.

III - In fuga

L’idea di una messa in scena di Edoardo II viene dal film di Jarman e da uno spettacolo che aveva per protagonista l’attore Antonio Latella. Nei links c’è il rinvio al sito di Chris Lopez e sono ovviamente suoi i due disegni visibili nelle immagini.

IV - Un ottimo attore

Era il racconto originario, quello da cui sono nati tutti gli altri. Non saprei individuare un’origine precisa per questa storia.

V - Messenger

L’idea mi è venuta dall’esperienza (molto limitata) con Messenger. Ho pensato che si sarebbe potuto costruire un intero racconto basato solo su chat. Poi però mi è sembrato che il risultato sarebbe stato pesante e ho preferito utilizzare soltanto alcune conversazioni su Messenger. Il parco del Valentino è luogo di incontri notturni (e di qualche delitto), per cui mi sembrava il posto adatto (ritorna anche nel secondo romanzo dell’ispettore Ferraris) per la scena che vi si svolge.

VI - La morte del re

Come ho scritto sopra, la messa in scena dell’Edoardo II di Marlowe è ispirata a uno spettacolo realizzato nella stagione alcuni anni fa da Antonio Latella con il Teatro Stabile dell’Umbria, di notevole impatto. Nel racconto confluiscono diverse vecchie fantasie, che non hanno un’origine specifica.

VII - Il teatro chiude

Ultimo nato della serie, in origine pensavo di tenerlo per la raccolta in volume, ma dato che avevo in testa un nono racconto (Il Serpente), questo viene inserito al suo posto. Il personaggio di Alex mi è stato ispirato, per l’aspetto fisico, dall’attore porno Alex Marte.

VIII – Il Serpente

Il tema della lotta ritorna più volte nei racconti, come anche quello di una sfida mortale. Inserendo questi elementi nella serie, è nata questa storia, che, come la precedente, è un po’ a parte. È apparsa prima in volume e poi sul sito.

IX - Resa dei conti

L’ultimo racconto ha un nucleo molto antico: la scena della sauna risale a una fantasia nera di molti anni fa. L’inizio di questa parte è stato utilizzato per il concorso degli incipit (e scelto dall’autore del secondo racconto pubblicato). Il personaggio di Bruno Cammarota viene da Un colpo grosso (e ricompare nel romanzo Mauro).

 

Nudo maschile sdraiato

L’idea venne dalla lettura di un libro di Adrien Goetz, La dormeuse de Naples, al centro del quale c’è un quadro dipinto da Ingres. Nel primo episodio, Ingres è a Napoli e dipinge la tela che dà il titolo al libro. Il quadro poi scompare, ma successivamente sembra essere in mano a un nero con cui Ingres ha avuto un rapporto a Parigi. Un pittore francese a Napoli, un quadro che scompare e un nero che ha un rapporto con un pittore sono i tre elementi che hanno ispirato il mio racconto. Nudo maschile sdraiato infatti doveva essere un racconto di normale lunghezza: così avevo pensato e in quanto autore avevo l’erronea impressione di avere il coltello dalla parte del manico. Il racconto, che non a caso chiamo familiarmente “il fetente”, aveva altre idee e ha incominciato a crescere, nonostante le mie minacce di mandarlo nel Cestino con un clic. La colpa è forse di Napoli: un precedente racconto napoletano diede vita a un ciclo di nove racconti, questo è cresciuto fin quasi a diventare un romanzo. Non scriverò mai più racconti napoletani.

 

Officina (l’)

Un primo stimolo venne da un bel film turco, C’era una volta in Anatolia: di lì provengono le figure del commissario e dei due fratelli coinvolti in un caso (nel film si tratta di un omicidio). E poi il racconto si è sviluppato come voleva lui…

 

OMAGGIO A CAMILLERI

I - Il picciotto di Parma

Ho letto alcuni romanzi e racconti di Camilleri e mi ha colpito soprattutto la sua capacità di giocare con la lingua, inserendo nell’italiano termini e costruzioni del dialetto siciliano. Non avevo mai pensato di scrivere un racconto che avesse come protagonista il commissario Montalbano, ma Galeazzo, leggendo nei Lavori in corso che preparavo un racconto intitolato Salvo (divenuto poi La palestra di boxe), pensò al personaggio di Camilleri e mi scrisse entusiasta. Non volendo deluderlo e non avendo assolutamente coscienza dei miei limiti, mi lanciai nell’impresa. Saccheggiai i romanzi e i racconti di Camilleri, per rubare parole, frasi, interi paragrafi. Ne venne fuori questo buffo omaggio all’autore (spero solo che nessuno glielo vada a dire).

Il caso che Montalbano affronta non ha nessun riferimento preciso a inchieste del commissario o ad altri gialli.

II - La camera segreta

Anche in questo caso, nessuna fonte di ispirazione particolare. Diciamo che dopo aver messo in scena il commissario che ha una relazione con un giovane, volevo vederlo coinvolto anche a livello emotivo, in un rapporto più profondo: in questo racconto l’aspetto sentimentale è molto importante.

 

Orca (l’)

L’orca è ispirata a un racconto di Francisco Coloane, Il costruttore del faro, che fa parte della raccolta Terra del fuoco. Il debito è piuttosto consistente: nel testo di Coloane c’è un giovane che viene inviato in un’isola dove una squadra costruisce un faro; c’è il capocantiere con la moglie; c’è un uomo che finisce in acqua e si spoglia per far asciugare gli abiti. Ma i miei personaggi hanno caratteristiche diverse e la storia si sviluppa in tutt’altro modo.

 

Ordine per Roccanova (un)

Il racconto nasce dalla lettura del libro di Questi, Uomini e comandanti. Di lì viene l’idea del partigiano che cerca un rifugio per la notte e di quello che viene fucilato dai compagni. Per il resto, il racconto segue uno sviluppo del tutto diverso.

 

Ottimo attore (un): v. NOVE RACCONTI NAPOLETANI

 

Palestra di boxe (la)

Uno di quei casi in cui il racconto parte in una direzione e finisce in un’altra. Avevo immaginato tra i due personaggi un rapporto con una componente sado-maso (non molto forte), ma il personaggio di Salvo mi ha preso la mano e mi sono reso conto che dovevo correggere il tiro. Ho eliminato le prime due pagine del racconto ed ho lasciato che andasse per la sua strada. 

Non c’è nessuna fonte di ispirazione specifica per la vicenda narrata. 

 

Malefosse.jpgPalo (il) 

Il racconto prende di peso i due protagonisti da una serie di fumetti di Dermaut e Bardet, intitolata I sentieri di Malefosse. La vicenda non ha nulla a che fare con le storie narrate nei fumetti, ma i due personaggi, la loro professione di soldati di ventura e il loro aspetto fisico provengono di lì. La vicenda è inventata di sana pianta, ma la situazione presentata è comune nei romanzi d’avventura.

 

Parcheggio (il)

Parcheggio Michelino era il titolo originario di questo racconto, che ha un’origine ben precisa: una serie di brevi interviste apparse, credo, su uno degli inserti di Repubblica, in cui alcuni uomini e donne parlavano di loro esperienze sessuali particolari. Un uomo raccontava di suoi incontri al parcheggio Michelino di Bologna. Mi venne l’idea di un racconto, che sviluppai diversi anni fa, per poi accantonarlo: non mi sembrava molto adatto al sito, per i motivi che i lettori abituali capiranno leggendolo. Il racconto riprende la testimonianza dell’intervistato, ma poi si sviluppa in un’altra direzione. Il parcheggio Michelino esiste ancora, ma è diventato un megaparcheggio a più piani, per cui nel titolo e nel racconto ho eliminato ogni riferimento preciso al luogo.

 

Partita a poker: v. POKER

 

Partita a quattro

Da dove viene questo racconto? Non saprei proprio dire. Il tema dl rapporto padre/figlio è un tema che ho sfiorato in alcune altre occasioni, ma il nucleo centrale della storia è un altro, che non ha un’origine precisa.

 

Partita di caccia

Non c’è molto da dire su questo racconto, se non che si è sviluppato per fasi, a distanza di anni. All’origine c’è un vecchio racconto, uno dei primi che scrissi. Riprendeva (molto alla lontana) alcuni elementi di due racconti di Balzac e non aveva una tematica omosessuale. Qualche anno dopo lo trasformai, senza però completarlo: il testo si fermava al momento della confessione (che era il titolo originario). Infine lo ripresi e conclusi.

 

Partita mortale: v. IL PIACERE DI UCCIDERE

 

Passaggio a Nord-Ovest

Nella genesi di questo racconto si mescolano tre elementi diversi: uno spunto fornito dalla mia impareggiabile editor; la lettura di The Sea-Wolf di Jack London (da cui ho preso, almeno in parte, il personaggio del capitano) e la storia dell’esplorazione del passaggio a Nord-Ovest, dalla spedizione di Hudson (abbandonato dai suoi uomini su una scialuppa, a morire nel Grande Nord) a quella, citata nel racconto, di Franklin (i cui componenti morirono tutti).

 

IL PIACERE DI UCCIDERE

I - Korzuchin

Un agente segreto impiegato in una missione mortale: si tratta di un tema vecchissimo edinfatti il nucleo originario di questo racconto risale ai tempi in cui circolavano i primi film di 007, tratti dai romanzi di Fleming. In particolare la vicenda si ispirava a Goldfinger, in cui James Bond deve uccidere un uomo pericoloso. Dal nucleo originario alla stesura passano decenni e l’agente prende caratteristiche del tutto diverse, mentre la storia si arricchisce e si complica. Ne viene fuori un agente dei giorni nostri, un po’ insolito.

II - Partita mortale

Il personaggio di Herman ritorna in una nuova avventura, in parte ispirata a un racconto, intitolato Steel, letto su Internet: la relazione tra Steel e il capo riprende, almeno in parte, quel testo. L’intervento di Herman e tutta la parte che lo riguarda non hanno invece una fonte di ispirazione precisa. La scena del bagno turco prende spunto dalle fotografie di un film le cui immagini sono state utilizzate per costruire lo sfondo della pagina.

III – Lo sceicco di Abu Hadar

Unendo Herman, Rod e Abu Hadar (sessant’anni dopo), ecco venir fuori il terzo racconto del ciclo che vede protagonisti i due agenti segreti. Nessuna influenza precisa, ma di certo qualche reminescenza di quel che si legge dei servizi segreti e delle loro azioni per eliminare nemici veri o presunti.

IV – Il traditore

Alla fine del racconto precedente Herman e Rod ricevevano una convocazione urgente alla sede dei servizi. Partendo di lì ho sviluppato questa nuova avventura che non ha debiti particolari.

V – Wadistan

Herman e Rod vanno avanti per la loro strada, in viaggio tra vari paesi per far fuori criminali di ogni tipo. Nessuna fonte di ispirazione precisa per questa storia, che, come lascia intendere il finale, prosegue. L’episodio dell’uomo legato e incappucciato sbranato dai leoni è tratto da un romanzo di Salgari (o attribuito a lui). Per il resto, ci sono echi di tanti romanzi e film di spionaggio. 

VI – Due grandi attori

Wadistan lasciava in sospeso il rapporto tra i due agenti e Colton e apriva la porta a un seguito anche per quanto riguardava l’intervento in Asia centrale: di lì nasce Due grandi attori. Di fatto è la continuazione del racconto precedente, con cui forma un unico romanzo.

VII – Nel gorgo

Scrivendo Due grandi attori, proposi a Max Thomas di inserirlo come personaggio nel racconto (avrebbe fatto una brutta fine, d’accordo, ma non si può avere tutto dalla vita). Max, che ha molta fantasia, mi propose un personaggio, il Mastino, che era molto interessante, ma che in quel racconto non era al suo posto. Perciò inserii in Due grandi attori il personaggio di Massimo Gargiulo, nipote del Mastino, e tenni il Mastino per questo racconto di Herman e Rod. Come al solito, per eventuali critiche rivolgersi a Max.

 

Un picciotto beneducato

Un giorno decisi di provare a scrivere tre racconti centrati sugli stessi elementi: un ispettore o commissario; un poliziotto; una relazione (o la possibilità o il desiderio di una relazione) tra i due; una richiesta di trasferimento; un pericolo mortale. Ogni racconto avrebbe avuto un taglio diverso: un racconto erotico e d’avventura, uno sentimentale e uno di violenza e morte. Il racconto “rosa” venne fuori senza problemi ed è Una richiesta di trasferimento. Il racconto “nero” (Un picciotto beneducato) fu presto concluso, anche se poi venne tolto dal sito per la sua carica di violenza. Il racconto di sesso e avventura incominciò a crescere, a crescere, fino a che divenne evidente che non sarebbe mai stato un racconto: diventò un romanzo, Ispettore Ferraris. Punto e a capo (edito dalla Zoe), in cui il sesso si perse per strada (quasi completamente). Non è detto che prima o poi non decida di completare la trilogia con un racconto…

 

Picciotto di Parma (il): v. OMAGGIO A CAMILLERI

 

Pietra angolare (la)

La pietra angolare prende spunto da La distruzione, un breve testo dello scrittore polacco Piotr (da cui il nome di uno dei protagonisti) Szewc: unico elemento comune è la presenza di due poliziotti, uno dei quali ha rapporti con una prostituta, che fanno la ronda notturna in una cittadina polacca. Di lì si è sviluppata una fantasia del tutto autonoma.

 

POKER

I - Partita a poker

A suggerirmi la storia furono alcune immagine tratte dal film porno Unauthorized Entry, di Men at Play. Ho usato due di queste immagini per illustrare il racconto.

II - La guardia dei sogni

Ben era intenzionato a svanire nel nulla, ma Jarrett era ben deciso a dire la sua: non è il tipo da lasciarsi prendere per il naso. Così è nato questo racconto, che incomincia due mesi prima e finisce una notte dopo l’altro.

III - Attore non protagonista

Anche in questo caso è stato un filmato di Men at Play, Gambler, a suggerirmi il soggetto della storia. Mi è venuta l’idea di riprendere in altri due racconti la partita a poker come momento cruciale della vicenda: un poker è costituito da quattro carte uguali per valore e diverse per seme. Prima è nato il racconto successivo, ma poi mi sono reso conto che mancava un pezzo e ho completato il poker.

IV - Al Genji Club

L’idea del racconto è venuta dal film Gambler. Ma la storia non mi convinceva, per cui ho deciso di creare un altro racconto (Attore non protagonista) che si collocava prima di questo. Così il poker era completo.

 

Porcorso fuori percorso (un)

Non c’è nessun testo o personaggio all’origine di questo scherzo, nato di getto: uno di quei casi in cui il racconto cresce e si sviluppa da sé, senza richiedere all’autore nessun intervento (a parte la rilettura finale).

 

Prede e cacciatori

Il Medioevo è un periodo che trovo affascinante e stimola la mia fantasia. Il tema della caccia all’uomo, centrale in questo racconto, appare spesso nella storia e della letteratura dell’epoca (e sull’epoca), ma non c’è un episodio particolare che mi abbia ispirato la storia. Anche personaggi e situazioni non nascono da una specifica lettura o da un film, come talvolta mi accade. Quando è apparso per la prima volta, il racconto si intitolava Cacciatori e prede. Ma i protagonisti sono le prede, perciò…

 

Progetto individuale (un)

L’idea di questo racconto nasce da un incontro con due persone reali, in un contesto molto simile a quello che viene descritto. Questo mi spinge a essere ancora più reticente del solito nel fornire informazioni, anche se di certo nessuno di coloro che frequentano questo sito ha mai avuto modo di incontrare gli uomini di cui parlo (se poi riceverò una mail da uno di loro, sarà un’interessante smentita).

 

Questione di pelo

Qualcuno noterà qualche somiglianza con Corso estivo: il tema in effetti è lo stesso e la cornice è simile. Rispetto all’altro racconto, in questo ci sono meno elementi autobiografici. Non c’è nessuna fonte precisa di ispirazione, a parte un dettaglio che non vale la pena di citare.

 

Rapimento

Qualche stimolo per questo racconto è venuto dal libro che García Marquez ha dedicato ad alcuni sequestri avvenuti in Colombia. Alla materia del racconto hanno contribuito anche alcuni articoli letti in passato. Ho incominciato il racconto, che ha preso a crescere ben oltre la misura abituale: il personaggio di Pablo aveva la sua storia da raccontare e ho dovuto accontentarlo.

 

Recita a Scampia: v. NOVE RACCONTI NAPOLETANI

 

Regalo di compleanno (il)

Il racconto è stato costruito a partire da un’idea di Monica, tutta giocata sul mio nome e sulla possibilità, trattandosi di un nome abbastanza comune, di un equivoco di persona. L’idea mi è parsa buona (e come potrebbe essere altrimenti, trattandosi della mia super-editor?) e l’ho sviluppata.

 

Relitto (il)

Uno di quei racconti che nascono da soli e crescono finché vogliono (io l’avrei voluto più breve, avevo tante cose da fare e pochissimo tempo, ma Pedro ha deciso altrimenti). Il naufragio dell’isola del Giglio ha fornito uno stimolo, ma è stato il personaggio di Pedro a decidere dove portare il racconto.

 

Requiem per un boss

Questo racconto ha un’origine molto particolare. Dopo la pubblicazione di Arena, Max Thomas mi scrisse dicendo che avevo centrato un’altra delle sue fantasie preferite e che ormai gliene restavano proprio poche: questo commento è riportato nel Forum. Max Thomas non è un lettore qualunque: si è guadagnato il titolo di mio lettore preferito per i suoi commenti (anche se adesso deve fare attenzione: altri insidiano la sua posizione…). Perciò gli chiesi quali erano queste fantasie e Max Thomas me ne propose tre. Una di queste, relativa a un boss ed uno sbirro, mi colpì e dissi che avrei scritto qualche cosa. Max Thomas allora mi rispose che teneva molto a quella fantasia, per cui dovevo inserire un sacco di elementi: nomi di personaggi, nazionalità, tipi di rapporti, situazioni e chi più ne ha più ne metta. Insomma, il classico caso in cui uno offre un dito e gli prendono la mano, il polso, il braccio e magari anche un pezzo di spalla…   ;-)

Come risultato finale il racconto si può dire opera di due autori, per cui ci divideremo equamente meriti e demeriti: tutte le critiche vanno indirizzate a Max Thomas e le lodi a me…

 

Resa dei conti: v. NOVE RACCONTI NAPOLETANI

 

Richiesta di trasferimento (una)

Come ho scritto sopra (v. Un picciotto beneducato), questo racconto nasce da una piccola sfida (con me stesso) scrivere tre racconti centrati sugli stessi elementi (un ispettore o commissario; un poliziotto; una relazione (o la possibilità o il desiderio di una relazione) tra i due; una richiesta di trasferimento; un pericolo mortale), impostandoli però in modo del tutto diverso: un racconto erotico e d’avventura, uno sentimentale e uno di violenza e morte. Il racconto “rosa” venne fuori senza problemi ed è questo, Una richiesta di trasferimento. Il racconto “nero” (Un picciotto beneducato) fu presto concluso. Il racconto di sesso e avventura finì per diventare un romanzo, Ispettore Ferraris. Punto e a capo (edito dalla Zoe), in cui il sesso si perse per strada (quasi completamente).

 

Rinnegato e lo schiavo (il)

La vicenda narrata in questo racconto ha un’origine ben precisa: il romanzo di Massimo Carlotto, Cristiani di Allah. È un libro che mi è piaciuto e che racconta una storia di amore tra due uomini (caso ben raro, in Italia, almeno). Ovviamente la storia è tragica (non pretendiamo troppo), ma ha risvegliato la mia fantasia ed ha portato alla nascita di questo racconto. Come omaggio a Carlotto, ho inserito il nome del protagonista del romanzo nel mio racconto: è il comandante dello sciabecco che cattura Ben. Il racconto è il regalo di compleanno per la mia editor.

 

Risveglio

La situazione iniziale di questo racconto è un’idea proposta da Max Thomas. Lo sviluppo e la conclusione sono farina del mio sacco.

 

Ritorno a Karanük

L’episodio dello stupro di una coppia in Turchia è reale e mi fu raccontato da un collega della vittima. Il resto della vicenda è pura invenzione, ma riprende temi che ritornano più volte in alcuni miei racconti.

 

Sceicco di Abu Hadar (lo): v. IL PIACERE DI UCCIDERE

 

Sergente (il)

Questo racconto è nato da una chat con un amico statunitense. Ne esistono due versioni: quella più vicina alla fantasia originale non è presente in questo sito; qui ho invece inserito un’altra versione, con un finale completamente diverso, che io personalmente preferisco.

 

Sindrome di Stoccolma

Il racconto mi è stato ispirato da una serie di articoli sul narcotraffico in Messico. Non ci sono invece riferimenti letterari.

 

Sotto occupazione

L’occupazione prussiana della Francia ricorre in diversi racconti di Maupassant, come il celebre La Mère Sauvage. L’idea di questa storia mi è venuta a partire da quelle letture e soprattutto dal romanzo Suite française, della Némirovsky, in cui un ufficiale tedesco si stabilisce nella casa di una famiglia francese. Consiglio ai lettori il romanzo, uno dei migliori letti in questi ultimi anni.

 

Spazzolino lo fornisce la Qantas (lo)

Si tratta di un racconto molto vecchio, scritto prima di tutti i romanzi e destinato, in origine, a non avere altro lettore che l’autore. Quando la redazione de I sogni nel cassetto mi chiese una raccolta di racconti (che apparve con il titolo Rosa, Rosso & Neri e poi fu eliminata), lo rividi e lo acclusi, perché unito agli altri creava una mescolanza di toni che mi piaceva. Lo spunto di questo racconto non mi è stato fornito da una lettura o da un film. È una creazione originale, il che significa semplicemente che non sono in grado di individuare gli elementi che hanno contribuito alla nascita ed allo sviluppo di questa fantasia. L’unica influenza che ricordo è quella, molto vaga, di alcuni romanzi di Sepùlveda, in particolare Il mondo alla fine del mondo.

 

Sposo di Iemanjá (lo)

Il racconto ha un’origine abbastanza complessa. Il primo stimolo mi venne dal romanzo di Amado, Mar Morto: di lì l’idea di scrivere una storia di uomini che navigano e affrontano i pericoli del mare lungo la costa del Brasile. Anche la divinità del titolo è quella marina a cui si rivolgono i personaggi del romanzo. All’interno di questa storia ho però inserito un rito vudu tipico di Haiti (libertà letteraria), perché mi sembrava che stesse bene. Il primo rapporto del protagonista è ispirato invece a un episodio del romanzo I palazzi lontani, di Abilio Estévez, (di lui consiglio il bellissimo Tuo è il regno).

 

Stagione dagli O’Hara (la)

Non posso individuare un’origine precisa per questa storia, che potrebbe rivelarsi la prima di un ciclo oppure non avere seguito. Le avventure di Eliah e Abraham nel West, appena accennate, sono in parte ispirate dal romanzo-ricostruzione storica Revenant di Michael Punke.

 

Strategie

Strategie nacque su richiesta della mia (ex-)editor. Monica voleva un racconto da unire a un romanzo che aveva scritto e intendeva pubblicare. Desiderava una storia come Un adulterio o più d’uno, per cui scrissi Strategie, che ne riprende in parte la tematica. Il progetto del libro non andò in porto, per cui il racconto appare qui, sempre dedicato a lei.

 

Sulla sabbia

Tempo fa il Volpe e il Neri proposero un piccolo concorso di incipit: c’erano dieci incipit e i lettori che volevano partecipare dovevano scrivere una storia a partire da quell’incipit (i racconti sono nella sezione Ospiti). Il Volpe ed io ci impegnammo a scrivere un racconto a partire ognuno da un incipit dell’altro. Feci la mia parte, ma mi sembrava che il racconto non dicesse nulla, per cui non lo pubblicai. Poi decisi di inserirlo approfittando della ristrutturazione del sito.

 

Teatro chiude (il): v. NOVE RACCONTI NAPOLETANI

 

Tela del ragno (la)

La tela del ragno è nato in un momento in cui immaginavo storie piuttosto cupe. Nella versione originaria la duchessa era stata uccisa da Granges, che poi strangolava anche il detective durante il rapporto a tre. Ho poi ripreso il racconto, creando una storia diversa. Non saprei indicare un’origine della vicenda.

 

Telamone (il)

Il telamone è un furto vero e proprio, un po’ come le Globirene impudiche. Solo che questa volta, invece di scopiazzare l’intero racconto, ne ho preso solo una parte, quella dedicata a questo personaggio misterioso che passa le giornate al bar. L’idea del personaggio e gli elementi di base della sua storia sono di Giovanna, una mia lettrice, anche lei scrittrice: il racconto le è giustamente dedicato. Come si fa con le auto rubate, a cui si cambia la targa e magari si dà una mano di vernice, io ci ho messo un po’ di farina del mio sacco e ne ho ricavato questa storia. I nomi dei due protagonisti sono un omaggio al Federico che ha scritto Notturno soleggiato e ad un caro amico che ama il mare.

 

Terapia

Il racconto è ispirato all’ultimo libro pubblicato da Oliver Sacks, In movimento, in cui il medico racconta la sua vita. Ci sono alcuni riferimenti, brevi ma precisi, alle sue esperienze sessuali. Il protagonista del racconto ha molti aspetti in comune con il dottor Sacks.

 

Tesoro di San Pedro (il)

Ho sempre amato il West: quand’ero ragazzo era l’epoca d’oro del western e mi affascinava questo ambiente di uomini rudi e liberi, che affrontavano avventure e pericoli di ogni tipo. Nella trama di questo racconto c’è una reminescenza dei fumetti di Blueberry: in una delle avventure, il tenente cerca in Messico il tesoro dei confederati, ma deve fare i conti con altri avventurieri interessati a trovarlo. I personaggi sono stati ispirati da due immagini trovate su Internet: le ho inserite, modificandole, nell’illustrazione del racconto.

 

Traditore (il): v. IL PIACERE DI UCCIDERE

 

Tre volte: v. CICLO DELLA GUERRIGLIA

 

Tricheco e il delfino (il)

L’ambientazione del racconto mi è stata suggerita dalla lettura di alcuni romanzi di Faulkner, che rievocano la guerra di Secessione americana. Per la vicenda e i personaggi non ho presente nessuna fonte di ispirazione specifica.

 

Ultimo giorno di Big Rob (l’)

Questa vicenda e i personaggi non hanno un’ispirazione precisa, anche se diversi elementi sono stati suggeriti da film visti, racconti e romanzi letti.

 

Ultimo treno per Toronto (l’)

L’idea di questo racconto mi venne dal testo The Sculptor’s Funeral, di Willa Cather, che fa parte della raccolta Youth and the Bright Medusa. Il personaggio di Abraham è direttamente ispirato all’avvocato Jim Laird, presente in quel racconto, mentre Steve deve qualche elemento (assai pochi in verità, a parte l’essere un artista) allo scultore di cui si svolge il funerale. Anche l’ambientazione deriva da quella del testo della Cather. Il racconto è dedicato a un vecchio amico di MySpace, perché fu una sua foto da dopo-sbornia a ispirarmi. 

 

Uomini e lupi

L’idea di questo racconto mi venne leggendo Le seigneur des loups, di Maria Grazia Grosso e Louis-Étienne Albrand, un racconto inserito nella raccolta Contes alpinsautrement. Vi si narra di un giovane cacciatore che adotta un cucciolo di lupo; la diffidenza dei suoi compaesani si trasforma in paura e sospetto e il giovane è costretto a lasciare il paese per evitare la morte. Ho anche avviato un secondo racconto sugli uomini-lupo, ambientato ai giorni nostri in Abruzzo, ma non l’ho mai concluso.

 

Vecchio West

Il racconto nasce da alcune immagini di Sioux City, a Gran Canaria: una città western ricostruita una quarantina d’anni fa e utilizzata come set di film western e come attrazione turistica, in cui si svolgono rapine in banca e impiccagioni. Di qui l’idea iniziale di questa storia.

 

Vento del Nord

Storia un po’ buffa, quella dell’origine e degli sviluppi di questo racconto. L’idea mi venne dalla lettura di un romanzo di Arturo e Carlota Pérez-Reverte, che si intitola Il capitano Alatriste. C’è una scena in cui due stranieri vengono assaliti da due uomini (uno dei quali è il capitano Alatriste), che li vogliono uccidere.  Partendo da questa scena, ma modificando alquanto la situazione originaria, incominciai a scrivere il racconto che adesso si intitola Vento del Nord. Mentre lo stava scrivendo e avevo già in mente tutto lo sviluppo, comprai e lessi un secondo romanzo dedicato al personaggio del capitano Alatriste, Purezza di sangue. In esso il padre e i fratelli di una monaca cercano di rapirla da un convento, dove il confessore abusa delle monache. Chi ha letto il mio racconto non si stupirà se dico che rimasi senza parole: io avevo già steso buona parte della storia e Pérez-Reverte non poteva certo avermi letto nella testa, se non altro perché lui il libro l’aveva scritto prima di me. Eppure l’idea dello sviluppo mi era venuta senza conoscere per nulla quel secondo romanzo di Alatriste. Però nei romanzi del capitano Alatriste (almeno nei due che ho letto) il protagonista va a letto solo con le donne. Almeno una differenza c’è…

 

Vicino (il)

Il soggetto di questo racconto mi è stato ispirato da una raccolta di Alice Munro, Too Much Happiness, uscita anche in italiano (la consiglio vivamente a chi non conosce ancora questa grandissima autrice canadese). Uno dei racconti parla proprio di un falegname che va per i boschi a procurarsi la legna per il suo lavoro e che a un certo punto cade in una buca e rischia di morirvi. L’elaborazione del tema è del tutto personale, ma una citazione dell’autrice nel mio racconto non poteva mancare. 

 

Wadistan: v. IL PIACERE DI UCCIDERE

     

Xander

Questo racconto è ispirato a tre personaggi storici: i due scrittori Alexandre Dumas padre e figlio e il conte Olympe Aguado, uno dei padri della fotografia in Francia. Essendo tutti e tre morti e sepolti, mi sono divertito liberamente, attribuendo loro gusti e azioni che con ogni probabilità sono del tutto estranei alle loro vita. Però alcuni episodi marginali sono invece reali.

 

 

 

 

Le immagini

 

Le immagini che accompagnano queste pagine sono state prodotte a partire materiale diverso presente su Internet (di solito nei siti citati nei Links) o altro materiale fotografico. È un lavoro che faccio direttamente io. Mi piace molto quando devo illustrare i racconti, dato che sono abbastanza libero di scegliere i soggetti, mentre è molto più faticoso trovare tutte le immagini per un romanzo, perché è più difficile reperire le immagini giuste, con i personaggi che mi servono.

Molto di rado ho usato immagini altrui, citando la fonte.

Due casi a parte sono quelli del romanzo Cerro del Diablo, illustrato da Viste, e del secondo ciclo di miti di Cernunnos, per cui devo ringraziare Loran.

 

 

 

 

 

 

L’editing

 

Ogni racconto o romanzo nasce con un certo numero di errori, ripetizioni, frasi un po’ forzate e così via: anche se tendo a essere piuttosto attento, qualche cosa mi sfugge sempre. Per fortuna per lungo tempo c’è stato un editor, anzi, un’editor, la magnifica, insostituibile, fantastica, eccezionale Monica. Era lei che si occupava di rileggere con attenzione meticolosa tutti i miei scritti e di segnalarmi ciò che non andava. Poche cose le sfuggivano (magari qualche volta a me sfuggiva una sua correzione, per cui lei tendeva ad usare caratteri sempre più grandi). Poi l’editor si è presa un lungo periodo di sosta, ma un ringraziamento pubblico è doveroso.

Un ringraziamento va anche a Giovanna, che in tempi più recenti ha letto in anteprima parecchi dei miei racconti e i miei romanzi, segnalandomi alcune delle sempre numerose sviste.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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