Forum
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Mario Sul tuo sito hai detto di
lasciare un commento per vedere se andare avanti con il romanzo Il Ciclo
d'Oltremare. Cosa potrei dire? Un romanzo bellissimo e delicatissimo; anche
se ci sono delle scene cruente, queste sono raccontate con maestria nel tuo
stile inconfondibile. I caratteri dei personaggi si sono definiti
nell'evolversi del racconto. L'ambientazione è splendida. Unico difetto, come
sottolineato dagli altri lettori, è che è incompiuto. Quindi ti prego
continua. Dobbiamo sapere come finiscono le avventure dei nostri beniamini a
cui ci siamo affezionati, Denis, Ferdinando e Guillaume. |
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Loran Ho finito di leggere “ la Conquista ”
e le mie prime impressioni sono state confermate, un meraviglioso testo che
rappresenta un periodo storico senza reticenze e moralismi, i personaggi ben
descritti come l’ambientazione e le scene delle battaglie e della vita, come
al solito bellissime ed eccitanti le scene di sesso inserite sempre
magistralmente nella vita dei personaggi, bella e struggente la storia di
Ferdinando e Baahir, mi ha ricordato certe storie di amori tragici come nel
libro di Annie Messina “Il mirto e la rosa”. Complimenti ancora e spero tu decida di
continuare la narrazione di questo libro. |
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Max Thomas Ho aspettato di leggere per intero
“La conquista”, prima di esprimere un giudizio. Come ben sai sono un tuo fan
da un po’ di tempo e dei romanzi con ambientazione storica (cosa che forse
non sai), quindi ho iniziato a leggere quest’opera con la curiosità che hai
fatto nascere in me con la tua presentazione. Pagina
dopo pagina, puntata dopo puntata ho iniziato ad amare quest’opera, e ad
aspettare con trepidazione le puntate successive. Mi è sembrato di vivere
insieme a Denis, Ferdinando e Guillaume, ho vissuto i loro dolori, i loro
amori, le loro perdite, ho combattuto con loro sul campo di battaglia, questo
con la fantasia che ti dona un’opera che con la sua trama ti catapulta nel
suo mondo. Ero
lì quando Denis ha perso tutto, compresa la voglia di vivere, ero lì quando
si è risollevato, quando ha incontrato Ferdinando e Guillaume, quando si è
innamorato, e quando il suo cuore è stato spezzato. Ero
lì con Ferdinando che viveva per fottere e combattere, ero lì quando si è
innamorato per la prima volta in vita sua, ed ero accanto a lui con il suo
dolore per la perdita del suo primo amore. Ero
lì con Guillaume che si tormentava tra la sua fede e i desideri del suo
corpo, ero lì quando per la prima volta ha trovato qualcuno con cui ha
pensato di creare una vita insieme, ma prima che il suo cuore si legasse a
questi tutto è andato perduto. Tancrède
non è un personaggio che ho odiato, ma di cui ho avuto pena, il suo cuore
innamorato lo ha portato a fare una scelta sbagliata, per cui ha perso tutto:
l’uomo che amava, il suo onore e la sua vita. Con lui sei stato crudele, gli
hai dato tutto, ma poi gli hai tolto tutto con gli interessi, non te ne
faccio una colpa, questo chiedeva la storia (un autore è il dio dei suoi personaggi e ne descrive
la storia, ma come ogni dio sa essere generoso con alcuni e crudele
con altri). Sono
stato contento anche di come hai descritto il periodo senza falsi moralismi,
descrivendo la realtà dell’epoca nella sua crudeltà e violenza. L’unica pecca di questo romanzo è che mi dà la sensazione di essere incompiuto e che manca un finale tale da poter salutare i personaggi con cui ho vissuto insieme con la fantasia. So che le avventure di Denis, Ferdinando e Guillaume non sono ancora terminate, come tu hai accennato, quindi, forse, questo è un finale voluto. |
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Rossana Ho anche letto il racconto L'assedio (entrambe le versioni) e ho
provato stima e simpatia e anche gratitudine nei confronti del dottor
Goldenberg sia per la fermezza e il sangue freddo delle sue azioni davanti al
pericolo; sia perché, pur non essendo insensibile alla presenza del ragazzo,
(credo che gli piacesse parecchio, sin dall'inizio), ha capito e rispettato
lo stato di agitazione di Aziz. Un amore d'uomo! Con Aziz si patiscono gli
stessi stati d'animo e viene istintivo fare il tifo per lui: dolcissimo. È solo un mio modestissimo commento però ci tengo a terminare con un grazie per aver regalato quest'altro piccolo gioiello. |
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Giovanna Capolavoro, davvero!!! Bellissimo,
intenso, dosato, con il crescendo giusto,
tempi perfetti, insomma, GRANDE! Inizia e finisce esattamente dove
deve. (su L’assedio) |
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Eugène A me devo confessare sono molto, ma
molto piaciuti i racconti e i romanzi da lei scritti e finalmente, dopo anni
di silenziosa degustazione (anche un po' egoistica e gretta devo dire) glielo
voglio proprio fare sapere. A dire tutto mi sono deciso a
scrivere anche per una delle sue ultime comunicazioni sul sito e cioè quella
in cui dice di aspettare i commenti sull'ultimo romanzo per sapere se deve
continuare o approdare ad altro. Continui ! Quel romanzo mi piace
tanto per i personaggi e l'ambientazione storica certo ma soprattutto per
l'estro con il quale i cattivi sono cattivi e i buoni sono buoni, per anche
la manzoniana morale che aleggia sempre (anche se Manzoni è un riferimento
molto discutibile spero le faccia piacere anche per il livello linguistico suo
che ricorda secondo me il Grande). Così posso anche parlare, al di là
delle storie che sempre sono avvincenti e comunque convincenti, al di là del
carattere eccitante dei passi più tipicamente omoerotici, del modo |
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Mario GRAZIE ! Grazie per la dedica sul tuo sito
relativa alla galleria di foto di Rogan Richards - mi sono commosso fino alle
lacrime e mi piacerebbe che questa frase la riportassi sui commenti del tuo
forum. |
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Mario Mi sono dovuto violentare in questi
ultimi tempi per non scriverti fino a quando non avessi finito di pubblicare
(e io di leggere) il ciclo di Mauro. Ora ho appena finito di leggere l'ultima
parte e in queste settimane ti ho odiato e ti ho amato, ho pianto e ho riso,
ho imprecato contro te e contro Mauro, volevo smettere di leggere e non
potevo resistere ...... poi ho pensato che dovevo ringraziarti. Sì
ringraziarti per aver dato voce ai "bruttini" come me ma che in
fondo con l'educazione, la sensibilità (che brutta parola ..) e con la
cultura possono ancora fare colpo ...... |
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Max Thomas Per Francesco: ho da poco finito di leggere “Mauro”, è bellissimo e mi è piaciuto
tantissimo. Certo che per […] un ragazzo fortunato. […]
di sfortuna ne ha avuta anche troppa, ma forse per questo Mauro è un
personaggio a cui si affeziona. Spero di rivederlo in qualche altro
racconto/romanzo insieme a P***** (per sapere a chi mi riferisco vi consiglio
di leggere il romanzo, l’autore sa già chi è). Per Ferdinando: La lista è lunga, quindi è meglio
cominciare subito. Lap
Dance: Un racconto dolcissimo, dove la paura e
preconcetti vengono vinti dall’amore e da un amante testardo (be’ quando si
trova l’uomo giusto vale la pena non arrendersi) Faggot:
l’ho trovata una storia dolce e commovente, grazie di queste storie piene di
speranza. Decameron, giornata XI, novella 1:
bella e avvincente la trama, un po’ ostica la lettura. Se in futuro scriverai
altre novelle spero che Boccaccio (non me ne voglia) si faccia gli affari
suoi. Batteria scarica: storia simpatica, dolce,
romantica e divertente sulla seduzione, per il dialetto caliamo un velo
pietoso (le traduzioni, grazie). Poker di Orsi: con la pubblicazione degli ultimi due
racconti ho riletto anche “Partita a poker” e “La guardia dei sogni”,
mi hanno commosso di nuovo. Invece in “Attore non protagonista” sei
riuscito bene a descrivere l’inquietudine di una storia nata male e che
doveva finire male, se no non aveva senso il seguito. Nell’ultimo racconto
del ciclo, “Al Genji Club”,
mi è piaciuto il ricorrersi tra i due protagonisti, che ha tenuto alto la
tensione tra i protagonisti, l’unica cosa che non mie è piaciuta è il ruolo
di Kasunari Goro (non si può aver tutto, giusto?). Ben Gardner, 1943-1975: una storia molto avvincente sui
diritti civili (anche se forse hai un po’ filtrato la violenza e l’odio di
quell’epoca e mondo) e non guasta neanche il finale romantico. Il piacere di uccidere – Wadistan: ho trovato questa avventura di Rod e
Herman ancora più coinvolgente di quelle passate, complice anche la trama.
Non vedo l’ora di leggere altre avventure dei due protagonisti, e sapere
soprattutto se Rod riuscirà a soddisfare le sue fantasie, nuove e vecchie
(qualcuna soddisfatta, e spero che una non soddisfi mai, Herman mi è
simpatico). |
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Amadeo
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Amadeo No! No! No!
No! No! No! No! No! No! No! No! No! No! No! No! No! No! No! No! No! |
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Amadeo In realtà questa mail non è per te, ma per Francesco Neri:
spero possa riportargli tu il mio messaggio. Ci tenevo a fargli i complimenti
per Mauro. Tempo fa ti scrivevo che non ritrovavo più le emozioni dei tuoi
primi racconti e che mi chiedevo se era ti stessi evolvendo su nuovi
orizzonti nei tuoi romanzi. Adesso ho avuto la risposta: |
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Luigi Ho appena finito di leggere il tuo
racconto, Faggot. E ora sono in subbuglio. Mi è
piaciuto, come quasi tutti i tuoi racconti, ma questo ha avuto
qualcosa in più: sei riuscito a farmi sentire Faggot-Harry. E sentivo su di
me gli abbracci e i baci di Bart, la sua rude delicatezza... |
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Mario Ho
letto i due nuovi racconti sul poker e mi sono piaciuti, forse un po'
meno dei primi due, ma comunque sempre molto coinvolgenti. Come solo tu sai
fare. Ho riletto anche Colpo grosso
e il ciclo napoletano per ritrovare il personaggio di Bruno che mi hai
indicato. Sei sempre grandissimo. |
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Loran Ho appena finito di leggere “Al Genji
Club” e mi è piaciuto veramente molto sia per l’ambientazione giapponese del
racconto che mi ricorda certi racconti illustrati di autori bara come Tagame
o Takeshi Matsu, poi anche per la bella delineazione della psicologia dei
personaggi e naturalmente anche per le sempre eccitanti scene di sesso. |
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Renato Scrivi bene , sciolto e riesci ad infondere
nel lettore il desiderio di continuare a leggere..... sei grande poi nel
descrivere le scene d'amore, coinvolgente....... direi che la tua desrizione
non è mai pornografica..... più che di sesso sai parlare d'amore anche se tra
maschietti..... |
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Loran Il tuo scrivere ha dell’incredibile,
ho letto “Batteria scarica” e ancora mi stupisco della tua capacità di
trasmettere tante emozioni anche in un racconto breve che riesce a catturare
(a possedere magari è l’espressione più giusta) il lettore, in poche righe
trama, sentimenti, erotismo tutto funziona alla perfezione, tutto risulta
credibile e non banale trasportando chi legge in un vortice di interesse per
la storia, sentimenti ed eccitazione che è veramente molto bello. |
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Max Thomas Finalmente ho letto con calma i tuoi
ultimi racconti: “Lap dance”, “L’officina”
e “Il Bar di Luca”. Li ho trovati tutti meravigliosi, vale sempre la
pena aspettare un po’ che l’autore pubblichi, anche se questa volta c’è un
concorso di colpa reciproca. Questi racconti sono tutti incentrati
sui sentimenti del protagonista (le sue paure, il suo desiderio, la sua
passione, la sua voglia di amare e di essere riamati con il corpo e il cuore)
che mi hanno travolto e, per me, sono loro i veri protagonisti di questi
racconti. Il solo parlare dei sentimenti e
delle passioni dei protagonisti, non basta, però, a rendere belli i tuoi
racconti, ma anche il modo in cui li descrivi e ce li trasmetti, che
catturano la mia attenzione e fai nascere in me la voglia di leggere con
passione queste tue opere e anche di rileggerle. Lo so che sono egoista, ma finché
amerai scrivere, non smettere mai. |
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Loran Ho letto i tuoi ultimi racconti “Lap
dance” e “L’officina” e ci sono due aspetti presenti anche in altri tuoi
racconti che mi piacciono molto , nel primo questa tua capacità di far salire
la tensione tra i personaggi per poi scioglierla in un bellissimo ma non
scontato lieto fine mentre nel secondo è la passione amorosa ed erotica che
esplode tra uomini che per vari motivi (lavoro, luoghi, estrazione sociale)
sono abituati a controllarsi. Queste due componenti le riesci sempre a
padroneggiare in maniera veramente buona riuscendo ad attirare il lettore
all’interno della trama. Sempre complimenti per la bellezza
dei tuoi lavori. |
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Paolo In passato avevo letto solo uno dei tuoi racconti,
mentre oggi mi sono sbizzarrito ad addentrarmi in qualcuno in più.
Complimenti davvero! Buona trama, bel fraseggio, ottimo uso dell'italiano (che
non guasta). |
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Max Thomas La tela
del ragno |
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Loran Era da un po’
che non entravo nel tuo sito e devo dire che è sempre un piacere in tutti i
sensi e di tutti i sensi. Belli
i racconti “Il traditore” morte, sesso, tensione, dosati sempre con
grande maestria, poi “Un cactus in culo” l’avventura in terre esotiche che mi
fa ricordare molti film ambientati nei forti nelle terre di confine dove la
violenza si sovrappone all’erotismo, sei sempre bravissimo e ti ringrazio per
il piacere che mi dai con i tuoi scritti. |
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Max Thomas Il rompiscatole criticone è tornato alla carica. CICLO DELLA GUERRIGLIA Ho aspettato e
letto con piacere tutti e tre i racconti. Una
fine da topi Molto ben narrato
la crisi di Mateo per i suoi ideali traditi e il suo coraggio di non
rinunciarvi. Notturno È il racconto più
avvincente per l’azione, ma è quello che mi ha lasciato con l’amaro in bocca,
proprio perché è il contrario del primo, per quanto riguarda il rapporto
personale tra i protagonisti Tre Volte È la storia che mi
è piaciuta di più, ho trovato bellissimo e coinvolgente la storia tra i due
protagonisti. Vecchio West Come sempre un racconto scorrevole e piacevole da leggere. Interessante la descrizione dal punto di vista del protagonista della quotidianità di "Sand Creek Town", città turistica a tema western. Bella storia e avvincente il finale (quello fuori dalla camera da letto, anche se l'ho apprezzato anche quello). |
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Loran Ho appena finito di leggere i tre racconti della guerriglia, che emozione, avventura, sentimenti, amore e sesso tutto fuso in maniera esemplare come sai fare bene tu, è sempre un vero piacere passare dal tuo sito e leggere le tue opere. |
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Max Thomas Al Ranch Partita a poker PS non c'è speranza di sapere cosa accade al mattino? |
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Amadeo (su Sindrome di Stoccolma,
nella raccolta L’orca) Va be', ma sei romantico ai limiti
dello smelenzo! |
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Marcello (su Fado) e invece il tuo ultimo racconto è molto bello, non ci
saranno cazzi che svettano e sborrano - ma tanto alla fine quelli, a forza di
leggere, non fanno più né caldo né freddo - ma ci sono i sentimenti, che sono
quelli che tengono accesa l'attenzione e la tensione verso una persona.
Tengono incollati allo schermo mentre scorre la pagina del racconto. Tengono
duro anche il cazzo, molto più di tante sconcezze dette o situazioni estreme:
anzi, per quanto mi riguarda, se il sentimento si accompagna a queste cose
godo come un pastore in calore! |
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Amadeo Vivi complimenti per Al ranch. Stai diventando sempre più
cattivo! (Questa la pubblichi nel forum? |
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Loran Ho appena finito di leggere i due racconti “Partita a poker e “La guardia dei sogni”. Che dire, come al solito meravigliosi nel delineare i personaggi nell’intersecarsi dei due racconti nelle scene di sesso e azione come in quelle di tenerezza e amore; mi hanno ricordato alcune storie di Gengoroh Tagame dove uomini duri e solitari si arrendono alla fine ai sentimenti che provano. Complimenti sei sempre bravissimo. |
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Mario Sei un genio e un sadico.
E' ufficiale ! Ho letto il racconto La
guardia dei sogni e ho pianto per quanto è bello però mica vorrai
lasciarci così senza sapere cosa succede quando Ben si sveglia?????
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Max Thomas È un bel po’ che non ti mando
commenti, scusa l’avarizia ma non è facile trovare parole nuove per esprimere
il mio entusiasmo. Allora sei pronto? Sei seduto? Hai posato
bevande e cibo? Entrambe le mani sono sul PC? Ok, ora si comincia!!! Il mercenario
(Uniformi): mi ha ricordato un po’ “Lo
schiavo ed il rinnegato”, nel fatto che il protagonista, dopo la dichiarazione
dalla persona che ammira, stima ed a cui si sente molto legato, va nel panico
e perde tutto in un attimo. Di diverso ci sono la storia e le ambientazioni
che mi hanno catturato e portato a leggere con entusiasmo il racconto. Ok,
non sono un santarellino, mi sono piaciute anche le sequenze VM 18. Il relitto (Tempi
Moderni): bellissimo questo tuo racconto su “una
seconda possibilità”, mi ha fatto commuovere, sopratutto il finale, parlo
naturalmente di quello che avviene fuori dall’albergo. La scena dell’albergo
ha destato l’interesse di altre parti del mio corpo (^_^). PS
Un’ultima cosa, stai attento quando pubblichi la versione censurata a non
tagliare alcuni dettagli della storia come è capitato nella prima scena hot
del racconto. Questione di pelo
(Tempi Moderni): ho trovato veramente molto dolce
questo racconto sulle prime esperienze di un adolescente. Ma su un cosa che
hai ribadito sono assolutamente d’accordo: MAI, E RIPETO “MAI” FARE SESSO
OCCASIONALE NON PROTETTO. Lo so che quando si è giovani non si pensa alle
conseguenze e si vive la passione del momento, ma non è detto che tutti siano
fortunati! Un ultima cosa: W GLI ORSI!!! PS Per la cronaca io non sono un
orso, ma un loro grande estimatore La carriera di un pornodivo (Tempi
Moderni): Una bella favola moderna, dove da
padrone lo fa “l’amore” e non il “sesso”, a dispetto del titolo. Doppio gioco (Uniformi): Sei sempre insuperabile in queste
storie di azione e intrigo. Se mi ci abitui troppo, poi quando non scrivi
vado in crisi di astinenza. Bella la zeppata (freccia acida) finale di Miguel
a Vargas, cioè…. Mica vuoi che riveli il finale. (^_^) L’esecuzione (Uniformi): come già ti ho detto per la versione
precedente questo racconto non mi piace, preferisco molto di più il finale
nero de “Il sergente”. Questo racconto mi rovinerebbe il finale di “Doppio
gioco”, quindi lo cosidero separato da quest'ultimo. E dulcis in fundo gli Otto
Racconti Napoletani (Uniformi): [Comm te
permètt e' parlì malè e' Napole! Mo' te tolgò o' salutò, figl e' ntrocchia!!! Ok, ti perdono
giusto perché sei tu e so che l’hai fatto per amor del romanzo.]
Ok, basta con gli
scherzi, torno serio ed ecco il vero commento.
Questo romanzo mi è piaciuto molto,
con il "trucchetto" degli otto racconti hai potuto descrivere le vicende
dei personaggi in un arco temporale molto lungo, questa idea ti ha permesso
di descriverci l’evoluzione dei personaggio in fasi e momenti differenti
della loro vita. Mi ha molto intrigato seguire le vicende e la storia
Fabrizio e Antonio, da quando erano dei perfetti sconosciuti, al momento che
si sono innamorati e messi insieme, alla loro vita in comune e ai problemi
che hanno dovuto affrontare e superato con il loro amore. (Questa è una bella
novità rispetto a molti tuoi racconti e romanzi che si concludono al mettersi
insieme dei personaggi e a fare un breve accenno al loro futuro.) A parere mio, hai saputo descrivere
le luci e le ombre di Napoli in modo obbiettivo, senza essere razzista o
prevenuto verso questa mia bellissima città, per questo ti ringrazio. Ho trovato molto originale il fatto
che nel primo racconto il paragrafo successivo iniziasse con la frase finale
del paragrafo precedente, mi è un po’ dispiaciuto che non l’hai usato per
tutto il romanzo, ma mi immagino che non era facile da fare, soprattutto in
base a come sono nati i vari racconti. |
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Mario Ho finito di leggere per la terza volta il romanzo "La Missione": bellissimo e prima di iniziare a leggerlo per la quarta volta mi domando: ho mai amato come Leo e Jeff? Assolutamente no; amerò come loro due in futuro? Probabilmente no! |
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Amadeo Ho visto il tuo nuovo racconto, ho dato una sbirciatina
all'incipit e... non sono più riuscito a smettere! L'ho finito in meno di un'ora,
nonostante sia bello lunghetto! Premetto che mi è piaciuto un sacco: uno
stile molto bello, intenso ma realistico (lo stile!). Lo spaccato della vita
di un idolo, un tipo singolare di idolo che certamente incuriosisce tanti di
noi |
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Pietro F. Ho appena finito di leggere un altro dei tuoi racconti,
"L'autista" che è forse quello che potrei definire il mio preferito
insieme a "Attento al gorilla!", "Prede e cacciatori" e
"L'apprendista di mastro Luca". |
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Marcello Continuo a pensare che la forma di scrittura del racconto breve sia da te portata a livelli davvero alti. Avrei voluto esternarti il mio piacere e stupore per racconti come Il parcheggio, Daddy e gli ultimi Cena di natale e Come combinare un matrimonio, ma altri lo hanno fatto meglio di me. Però quello che ho pensato per Il parcheggio te lo dico: che gran figlio di puttana che sei! Mi sembra che tu faccia tanto il bravo maritino borghese nel tuo raccontarti come coppia.. poi mi sembra che non sia solo fantasia quella che metti sulla carta! |
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Antonio Ho incontrato un tuo racconto per caso, non ha importanza quale perché poi ho preso a leggerli tutti: i bianchi, i rossi, i neri. Mi sono piaciuti e volevo significartelo. In un'epoca che, barbara, evita di curare la scrittura di un'idea, di una situazione i tuoi racconti mi son sembrati giusti, ben curati, buoni congiuntivi e attenti nella scelta delle parole. Non i soliti "centri commerciali di pezzi di carne" ma racconti che potevano anche avere una probabile ed eventuale emozione da passare. Grazie |
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Gigi Grazie, è bellissimo! solo tu puoi scrivere cose che toccano il cuore! (Su Requiem per un boss) |
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Max Thomas Ho appena finito di leggere "Come si combina
un matrimonio" è veramente bello. |
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Amadeo Mi piacciono molto alcuni dei tuoi lavori più recenti
ed è sorprendente come, soprattutto con i racconti, riesci a spaziare sui
toni più diversi stuzzicando corde molto diverse nell'anima del lettore,
dalla tenerezza di "Festa di Natale", che mi ricorda un po' il
bellissimo e originalissimo "Bacio di Giuda", ai toni noir di
"Daddy". |
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Riccardo 3 Ho letto solo ora il tuo racconto natalizio, presente sul sito già dalla vigilia! perfetti i tempi di pubblicazione (tempo reale pare!) ed altrettanto il tema! A parte queste festose coincidenze, non posso che ripetermi: è molto bello, se non altro per la piacevolezza del leggerlo! La prima parte è uno spaccato di vita degno del miglior neorealismo italiano, pare un omaggio al Dino Risi o allo stesso Monicelli, quando sapevano traversare la nostra società con sguardo un po' amaro, ma pur sempre partecipe. Come non riconoscersi in certe situazioni di socialità forzata! Sulla seconda parte, mi trovo più in difficoltà, non avendo mai avuto la fortuna di avere un babbo natale nel letto, non ho sufficienti elementi per misurarne la credibilità! (su Festa di Natale) |
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Max Thomas Ho fatto una full-immersion dei tuoi racconti, quindi
bando a convenevoli e via con commenti: 1) Già a metà lettura di "Un colpo
grosso" e di "Il parcheggio" ho capito che appartenevano al
genere "noir". Devo farti i mie complimenti perché con questi due
racconti, sopratutto con il "Parcheggio", ti sei davvero migliorato
molto in questo genere. Inoltre, per quello che mi riguarda, i due finali
sono rimasti un mistero finché non li hai svelati tu. 2) Sai un po' ci speravo in un nuovo racconto dedicato all'Unità di Italia e "Nelle tenebre" per me è stato un bellissimo regalo. È un bellissimo racconto con una straordinaria storia d'amore e piena di passione che hai ambientato nella mia città natale. Grazie! L'unica pecca è che nella versione Green questa
passione si affievoliva un po' con la censura. 3) "Passaggio a Nord-Ovest": trovo sempre piacevole
leggere storie di avventura, e grazie a te posso leggere quelle dove
finalmente gli eroi non sono solo etero. 4) Leggendo "La doccia" e
"Daddy" non li definirei solo racconti a luce rosse, ma vietati ai
deboli di cuore per l’alto contenuto erotico/pornografico, e definirti un
grande è veramente poco, parola di porco. Il finale di “La doccia” lo posso anche
accettare perché un altro finale dopo questo sarebbe solo banale, e i tuoi
racconti non lo sono mai stati per me. Ma il finale di “Daddy” non l’accetto,
non dovevi lasciarmi sul più bello così, voglio un finale non immaginarmelo
da solo. Sigh, sigh!! |
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Loran era un po’ di tempo che non entravo nel tuo sito e come al solito sono rimasto colpito dalla bellezza dei tuoi ultimi racconti “La doccia” e “Il parcheggio”, le scene magnificamente descritte che fanno diventare il lettore un osservatore diretto quasi fosse catapultato nella scena stessa e la vivesse, la tensione erotica che lo eccita e lo appaga anche quando si raggiungono livelli molto forti, insomma è sempre molto bello leggerti. |
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Giovanna Ho letto "Il parcheggio". Sono senza parole. Ma le troverò. E' uno di quei racconti che ti frega... La prima volta ho seguito automaticamente le mie aspettative e quindi mi ha spiazzato, ovviamente. La seconda volta la mia ottica è cambiata e ne è risultata una lettura diversa, attraverso la quale ho apprezzato la sottile costruzione di ogni elemento (un esercizio ad altissimo livello). La terza volta è perché ho sentito il bisogno di immergermi nella sua atmosfera, sentirne il senso, il ritmo, la pressione. Secco, intenso, coinvolgente. Un tuffo nell'oscurità di una mente vacillante. Un sentiero apparentemente rettilineo che ti prende, ti costringe a seguirlo, fino a ritrovarti da un'altra parte, in un mondo ancora più oscuro. Ma ormai ci sei dentro, e tutto ciò che un attimo prima ti sarebbe sembrato orribile o allucinante, diventa naturale. Ti dice che potrebbe esserci un serial killer in ognuno di noi. Questo sì, che è scioccante. E poi si legge in sottofondo quella sorta di vena disperata di chi sta vivendo una vita di cui non sa che fare, dove il vuoto dei sentimenti va riempito a tutti i costi, con le sensazioni. Allora va bene tutto, anche il dolore fisico, o soprattutto quello. E a un passo da lì c'è il considerare la vita umana un niente, con cui si può giocare. C'è il sopprimerla per il gusto di farlo, all'unico sterile scopo di provare una sensazione. È una sfida in cui è affidato al caso se emergerne come vittima o come carnefice, vittorioso o vinto. Notevoli poi le due chicche di Vasco e Whitman, talmente azzeccate da provocare un brivido. Anche se l'universo che stai esplorando ultimamente è piuttosto lontano da quello romantico-ottocentesco che amavo molto, e mi sembra alquanto inquietante, i tuoi racconti restano incredibilmente toccanti, profondi, lasciando sempre un segno indelebile. Forse persino di più, perché vanno a giocare con la parte oscura che giace ignorata in ognuno di noi. L'attrazione irresistibile del male. La via più facile da seguire, perché non possiede regole. Ognuno è libero di costruirsi le proprie. Complimenti. |
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Riccardo3 Fottuto Bastardo, quando la smetterai di sorprendermi con questi modi? Ma quanti siete? Sono anni oramai che ti leggo, anni che ho imparato a riconoscere ed apprezzare la tua cifra (testa, cuore e coglioni in un giusto e dolce equilibrio), ma un colpo così basso (leggi pure in area coglioni) non me lo sarei mai aspettato. Non conoscevo ancora il "racconto interattivo", al pari delle chat o delle play station, ma a quanto pare esiste e tu ne hai dato un magistrale esempio! Ho ancora le fauci secche, non ancora finita la lettura che già mi strofinavo l'occhio indolenzito a forza di sbirciare da quel maledetto buco nel muro. Muro che è diventato un tutt'uno con la pagina scritta. Come lettore è stata la prima volta che mi son trovato ad interagire in questo modo. Il voyeur o spettatore che c'è in ogni lettore, solitamente soggetto "passivo e terzo" nell'azione raccontata, fatto salvo poi subirne gli effetti, si trova, quasi senza accorgersene, se non fosse per il suo basso ventre, ad essere addirittura il domine della stessa azione. Vittima e carnefice, i due protagonisti del racconto, si trovano uno dentro la pagina e l'altro fuori. Difficile poi dire chi è più vittima e chi più carnefice dei due. Alla mia veneranda età pensavo di aver già apprezzato molte "forme" di erotismo, ma come al solito, mi hai smentito e sorpreso ancora una volta. Magistrale la tecnica usata nel costruire il racconto, magiche le immagini usate per questo incredibile gioco tra seduttore e sedotto. SEI UN GRANDE. (su La doccia) |
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Giovanna È compatto, progressione perfetta, il giusto grado di follia, un finale alla disperata in perfetta sintonia con il corpo del racconto. Per la terza volta, senza troppa fantasia, PERFETTO! Sembra un racconto semplice, a una prima lettura, ma non è così. C'è dentro un sacco di solitudine e di disperazione. Si gioca tutto su una sua impressione, che non si scoprirà mai se risponde a verità. È una tragedia del desiderio. Ha dentro una disperazione così profonda che si fa fatica a vederla, però la senti grazie a quello che ti lascia dopo. Insomma, di un racconto in cui non ci sono
innamoramenti, non c'è avventura, non ci sono i sentimenti a cui siamo
abituati, io credo che tu sia riuscito a fare un piccolo capolavoro. Poi ogni
lettore ci vedrà quello che vuole, a seconda della sua sensibilità o di
quello che stava cercando... come sempre. (su La doccia) |
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Alessandro Ecco uno dei tanti motivi per cui adoro i tuoi racconti: riesci sempre a sorprenderci. Ho appena finito di leggere il tuo ultimo racconto (la doccia). Mi è venuto in mente un passaggio di un racconto pubblicato non tanto tempo fa: "con questi (racconti) il cazzo non si muoveva, ma ti sentivi dentro un fuoco, una vibrazione che non si spegneva". Credo che la frase fosse riferita ai tuoi racconti ma chiunque l'abbia scritta non aveva certo ancora letto la doccia che non lascia indifferenti neanche sotto l'aspetto fisico. La tensione va salendo di pari passo nel protagonista e nel lettore. L'impostazione della narrazione completamente in prima persona, l'evoluzione psicologica del protagonista, l'ansia della presenza del voyeur e un finale totalmente spiazzante hanno fatto balzare questo racconto direttamente in cima fra i miei preferiti. |
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Loran Ho appena finito di leggere “Un progetto individuale” e non trovo quasi le parole per descrivere quanto è bello, piacere, gioia, commozione, grazie per queste emozioni. |
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Gianna Ho letto con avidità il tuo ultimo racconto NELLE
TENEBRE. E' superfluo dire |
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Riccardo3 sei semplicemente un genio! forse te l'ho pure già detto in altri modi, ma dopo
aver letto il tuo ultimo racconto (Un progetto individuale), non mi vengono
altre parole. E' bellissimo! Hai preso per mano Isherwood ed hai ripercorso tutto ciò che lui non è riuscito a dire nel suo "A Single Man". "Un elogio della vita solitaria, un messaggio di superba eleganza morale." copio pari pari un commento critico sul romanzo di Christopher per dedicartelo tutto, aggiungendo di mio "un geniale inno alla vita". Un'alchimia stregonesca, fatta di libri superbi infusi in un ambiente colmo di una umanità estrema, dolore e amore uniti intrinsecamente quale i ricoveri sanno essere, gioventù e vecchiaia, forza e debolezza, ... mio dio sono ancora ubriaco!!!!! |
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Max Thomas Ieri ho letto "Un progetto individuale", mi è difficile darti un giudizio, perché
quello che mi ha lasciato è una sensazione. |
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Laura Ho letto e riletto "Un progetto individuale"
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Alessandro Caro Ferdinando ormai quando leggo un tuo nuovo racconto so che alla fine mi scapperà la lacrimuccia. Ma se mi fai iniziare a piangere a metà racconto (“Un progetto individuale”), diventa difficile arrivare fino alla conclusione in mezzo a un lago di lacrime! Stavolta non riesco a trovare un aggettivo per descrivere la bellezza del racconto quindi, in barba ai miei commenti normalmente lunghissimi, mi tocca chiuderla qui (la prossima volta che lo rileggerò, vedrò di procurarmi un fazzoletto di adeguate dimensioni). |
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Maurizio HO LETTO I TUOI ROMANZI |
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Loran Leggere i tuoi racconti è sempre una vera emozione caro Ferdinando "Un colpo grosso" è veramente bello e coinvolgente sia nella trama che nelle scene di sesso e nel finale, veramente complimenti. |
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Riccardo3 Mi ripeto in un grande WOW sul tuo ultimo racconto "Colpo grosso". Veramente tosto, una carica di puro erotismo, dall'inizio alla fine; una carica erotica più densa rispetto ad altri tuoi racconti (quelli noti ovviamente) che mi ha "piacevolmente" sorpreso . Una vita sostanzialmente mediocre, fondata su piccole furbizie, che si riscatta nelle braccia di un angelo vendicatore, bruno di nome e d'animo. Mica male! Come al solito ancora complimenti. |
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Laura Per prima cosa, ti scrivo per ringraziarti: mi tieni
compagnia con i tuoi scritti, ricchi di sesso e emozioni; anche quando non
approfondisci troppo, o quando le situazioni potrebbero essere più
sviluppate, sempre brilla l'intelligenza con cui tratti i personaggi, e
quando ti lasci andare alla tua - credo naturale - ironia, davvero mi
diverto. Intelligenza e ironia sono merce rara e irrinunciabile. |
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Bruno Mi associo ad Alessandro,e aderisco felicemente al club
Ferraris. |
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Riccardo3 Vorrei anche aderire al club di Alessandro, ma devo avere qualche problema con l'invio di messaggi direttamente sul forum. Personalmente sarei più per un fanclub "san ferdinando neri", ma può andare bene anche il "ferraris". |
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Max Thomas Cernunnos: certo non mi aspettavo un ciclo dedicato
alla morte, ma la trama mi ha catturato. |
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Gianna Ciao, innanzitutto volevo dirti, anche se con un
notevole ritardo, che il Bacio |
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Loran Sottoscrivo l'appello di Alessandro. |
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Giovanna Sottoscrivo l’appello di Alessandro. Anche a me piacerebbe una nuova storia di Ferraris. |
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Alessandro Ho deciso di fondare l'ispettore Ferraris fan club. Essendo il primo e attualmente l'unico iscritto mi nomino anche presidente. In qualità di presidente dell'ispettore Ferraris fan club ho il diritto di chiederti: non vorrai mica fermarti al primo libro? Se a Vigata, un paesino di .... ma quanti abitanti farà sto cavolo di Vigata?, succedono delitti bastevoli per creare la saga di Montalbano (e far guadagnare un bel po' di soldi a Camilleri) vuoi che una grande città come Torino non abbia almeno un pari numero di fatti delittuosi da far risolvere brillantemente al nostro Ferraris, per il culo di Satana? E poi gli sviluppi della storia tra l'ispettore e il suo bel Michele saranno sicuramente molto più interessanti di quelli tra Montalbano e Livia (che ci ha già rotto i cabasisi da un bel pezzo). Ma veramente ci vuoi lasciare con Ferraris e Volturno che vissero felici e contenti per il resto della loro vita? No!!!!!!!! dai non è credibile. Spero che il mio appello venga sottoscritto da tutti gli altri tuoi accaniti lettori. |
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Loran Quando ho iniziato a leggere "Il bacio di
Giuda" mi sono detto eccoli lì |
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Max Thomas Il tuo ultimo racconto, Il Bacio di Giuda, è
bello, cazzo, se è bello!! |
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Alessandro Ho letto il tuo romanzo "la promessa". Volevo subito scriverti un po' di commenti ma ho voluto prima leggere un altro romanzo per rivedere/confermare alcune impressioni, così ho letto subito dopo "in missione". Innanzitutto è stata dura fermarsi ogni tanto: come avevo sperimentato dai racconti, riesci a creare una fame di lettura tale (il senso di asfissia che dicevo nel mio primo commento) che fai fatica a spezzettare la lettura. L'ultima sezione de la promessa l'ho mandata giù in un sol colpo. Altra cosa che volevo dirti è che, secondo me, hai sbagliato epoca in cui nascere! se nascevi nell'ottocento non ci sarebbero stati librettisti d'opera che ti avrebbero tenuto il passo: nella terza e quarta sezione de la promessa direi che con il sentimento sei andato giù a più non posso; mi son passate in mente tutte le eroine delle grandi opere liriche: Violetta che rinuncia al suo amore, Lucia che è costretta a sposarsi controvoglia, etc.. , l'unica differenza è che quelle muoiono sempre (per non farti mancare niente c'era pure un bel riferimento all'olandese volante) Veniamo al finale; questo era uno dei temi per i quali ho voluto leggere subito un secondo romanzo, volevo avere la conferma dei miei sospetti; copio e incollo da un tuo e-mail che mi avevi mandato: "Devo dire che preferisco il lieto fine, almeno per questo genere di racconti (per i romanzi "seri" è un'altra faccenda)". Allora o non sono romanzi seri o proprio non riesci a staccarti dal lieto fine! Un altro aspetto che ho voluto verificare con la lettura del secondo romanzo è la tua capacità / voglia di andare nei dettagli dell'ambiente con un accurato lavoro di costruzione: ne la promessa ho ben notato la precisione nella descrizione delle navi (quanti sanno cosa è la coffa?), il perfetto concatenamento dei luoghi (ho preso una cartina per verificarlo), la descrizione degli dei indigeni, etc..; in missione ho avuto anche un colpo di fortuna: non ho girato molto il mondo ma sono stato per un po' di giorni a San Diego (bellissima esperienza) e mi ricordo abbastanza bene della città; così mi sono anche divertito a pedinarti lungo tutti i luoghi, quartieri (ma non ho verificato le vie che citi) e non ho trovato nessuna incongruenza con i miei ricordi. Poiché non è possibile che tu sia stato in tutti i posti che descrivi deduco che fai un ottimo lavoro di indagine quando scrivi i romanzi; sia nell'uno che nell'altro, l'atmosfera creata con questi dettagli è perfetta. Ovviamente ci sono anche degli aspetti che non mi sono piaciuti e anche questo l'ho voluto verificare con il secondo romanzo. Il principale (evidente soprattutto nella promessa ma anche in missione non ne è esente) è la disuniformità di stile lungo il romanzo. Non tanto nell'impostazione: secondo me può andare bene che le prime due parti siano così truci e le ultime due molto più sentimentali, però è spiazzante, ad esempio, l'ironia utilizzata solo nelle ultime due sezioni e tra l'altro in modo sempre crescente: all'inizio una battutina ogni tanto e alla fine a più non posso. L'impressione è che man mano che si va verso la conclusione ti sia fatto prendere la mano dalla gioia del lieto fine in arrivo; certi scambi di battute tra Michel e Felipe nell'ultima sezione sembrano inconciliabili con i personaggi di qualche capitolo prima. Un altro aspetto comune nei due romanzi è la voglia che hai di giocare con il lettore ad anticipargli il seguito: lo fai spessissimo in tutti e due i romanzi utilizzando anche un tono bonario nei confronti dei personaggi; può essere considerato divertente ma per me interrompeva la tensione della storia. Ho anche visto che, spesso, questi anticipi di storia raccontano qualcosa di corretto ma danno, al momento, l'impressione che accadrà qualcosa di diverso (il primo che ricordo è quando alla fine della terza sezione della promessa si accenna all'impiccagione di Felipe facendo credere che morirà). La prima volta il giochetto regge ma poi, una volta capito il genere, diventa inutile anzi controproduttivo (quando in missione dici che quello è l'ultimo preservativo che utilizzeranno ho immediatamente immaginato la dichiarazione d'amore di Leo a Jeff togliendomi un po' il piacere della sorpresa). Infine l'ultima cosa che mi sembra la più assurda da dire ma questa è la mia impressione: troppo sesso inutile! Sei talmente bravo a descrivere la situazione che porta allo scoppiare dell'incontro d'amore che ti basta pochissimo per essere perfetto, il resto è inutile. Faccio un esempio: l'incontro di Felipe e Michel nella buca della nave è divino, bastano poche righe e poi si va avanti con la storia. Poco più avanti, invece, tutte le evoluzioni di passione tra i due sulla nave di Michel diventano noiose. Lo stesso vale per l'altro romanzo: alcune scene sono bellissime e fondamentali (senza quelle la storia non avrebbe senso), altre sono inutili; esempio: la scena di sesso dal piccolo è fondamentale e la divori con gusto, quella in carcere è una gran bella scena ma senza non sarebbe cambiato assolutamente nulla nel racconto. Le storie che scrivi sono talmente belle che a volte il sesso sembra appesantire. Ho avuto questa idea quando mi sono reso conto che a un certo punto del racconto avevo preso a saltare con gli occhi interi periodi in cui ti dilungavi su scene di sesso; prima ho pensato: "ma come, leggo questi racconti proprio per divertirmi a trovare questi pezzi e poi li salto?" Poi ho riflettuto che la storia è talmente ben costruita che, quando il sesso non è determinante per il suo sviluppo, risulta essere superfluo. In sintesi: gran belle storie, bravissimo a creare l'ambiente ma ti lasci prendere la mano nel racconto per il piacere di divertirti. E' ovvio che a scrivere uno si debba divertire ma poi hai provato a fare operazione di pulizia rileggendo i romanzi? Io credo che in missione con pochissimi tagli chirurgici sarebbe un romanzo assolutamente perfetto (ne la promessa interverrei più di mannaia che di bisturi) Ovviamente sono le mie idee, magari ad un altro piacciono proprio le cose che a me non sono piaciute. Per inciso nei racconti, forse per la necessità di concisione, non ho incontrato nessuno degli aspetti che non mi sono piaciuti nei romanzi; in realtà in qualche racconto c'è un po' di sesso ridondante ma non arriverei a definirlo inutile; su questo argomento vedi quanto scrivo nel PS: nella palestra di boxe c'è una sola scena di sesso, descritta meravigliosamente bene, si arriva a quel momento con un crescendo formidabile e dopo c'è una concisione che oserei definire manzoniana (mi viene in mente la conclusione del racconto della monaca di Monza: la sventurata rispose): "questo non ci impedì, a casa, di provare come veniva a letto. Quattro anni passano in fretta" PS ci terrei se aggiungessi sul forum questo mio commento: "volete leggere il racconto perfetto? e allora andate su la palestra di boxe. Non c'è nulla che non sia perfetto, ogni momento del racconto è essenziale, la tensione cresce lunga e costante dalla prima all'ultima parola e la tecnica del flashback è utilizzata meglio che in un film. Non trovo altri aggettivi per definire questo racconto se non uno: perfetto" |
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Gianna Puoi, per favore, far sapere a Federico Volpe che i suoi due racconti sono "strabelli"? Notturno Soleggiato rimane il mio preferito per il genere trattato ma Derive, con il proseguo del racconto, è veramente stupendo. (è bravo quasi quanto te) |
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Bingio leggo sempre con piacere i tuoi racconti... |
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Max Thomas Due parole sui tuoi racconti: |
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Alessandro Ho letto due tuoi racconti: l'autista e l'orca; per entrambi alla fine sono rimasto senza fiato, sensazione che mai avevo provato prima nella lettura di qualunque tipo di scritto (racconto, romanzo o altro). Vorrei aggiungere qualcosa sull'Orca; amo tantissimo l'opera lirica e questo racconto sembra proprio un meraviglioso libretto d'opera in cui la caratterizzazione di ciascun personaggio è perfettamente costruita attraverso i dialoghi; ma la cosa che più mi ha ispirato il parallelismo con tanti libretti d'opera è il fatto che in questi spesso il vero grande protagonista non è il personaggio principale ma chi costruisce la storia gestendo i destini degli altri (Scarpia in Tosca, Tonio in Pagliacci, Jago in Otello giusto per citarne alcune): ovviamente mi sto riferendo a Magdalena, che è stata trattata con una cura e attenzione non paragonabile neanche a quella con cui è stato tratteggiato Enrique. Meraviglioso! |
Riccardo3 L’ultimo treno per Toronto. Semplicemente meraviglioso!!!!! Grande il dialogo allo specchio, perfetto l'equilibrio tra quanto sentito e quanto rappresentato dai frammenti di dialoghi, magistrale il rapporto sessuale tra i due, dove anche i più impacciati movimenti trasudano passione. Incredibile come in uno spazio così ridotto, un breve racconto, tu abbia saputo dipingere una intera vita. |
Loran “Uomini e lupi” è una bellissima storia d'amore piena
d'avventura sesso e |
Loran Ancora una volta non ho parole per descrivere il
piacere che mi danno i |
Dimitrj1 Ho appena letto un tuo racconto (Dotazione naturale). |