Notte                                                  

 

 

Piotr si chiedeva perché continuassero a fare le ronde notturne, in quella cittadina dove non succedeva mai niente. Al massimo a fine settimana c’era qualche ubriaco da portare a casa o, se non ne voleva sapere, da sbattere dentro una notte, per smaltire la sbornia.

Le ronde notturne toccavano molto spesso a loro due, che erano i più giovani. In realtà a Piotr non spiacevano, almeno nel periodo tra la primavera e l'autunno: non c'era nulla da fare, se non camminare, e lui e Andrzej parlavano.

 

 

Notturno

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Il tempo passava e non succedeva nulla. Era naturale che gli attaccanti aspettassero il cuore della notte per la loro impresa, ma per Felipe quell’attesa era esasperante.

La luna stava tramontando, quando sentirono le esplosioni. Non un’esplosione sola, ma una serie, che culminarono in uno scoppio più forte. Ci furono urla, lontane, ma perfettamente udibili nel silenzio della notte. Tutti furono in piedi in un attimo.

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Francesco esce dalla villa in cui gli è stato assegnato un appartamento. Intorno all’edificio si estende un grande giardino. Francesco passeggia tra le aiuole e gli alberi maestosi: nel silenzio della notte, la luce lunare e le grandi ombre trasformano il parco in un mondo irreale. Francesco percorre i viali, poi si ferma in un angolo dove il buio è quasi completo. Ripensa ai giorni terribili in cui era cieco e si dice che rinuncerebbe alla vista pur di avere ancora vicino Antonio. Il pensiero è tanto angoscioso, che a Francesco sfugge un singhiozzo.

 

 

- Ogûn protegge il giovane. La notte è notte di festa. Il giorno sarà giorno di morte.

 

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Il Laure’s Orchard è un locale poco appariscente. Non è per i turisti o per i giocatori delle macchinette: bisogna prenotare per poter entrare. Io intendo giocare a poker, come ho comunicato, per cui do la carta di credito all’ingresso e mi faccio dare le fiche. Sono da cento, cinquecento, mille, cinquemila e diecimila dollari. Qui i tagli sono questi.

Raggiungo il locale in cui giocherò questa sera, una piccola sala privata: si paga, caro, per giocare in una di queste sale. Qui nessuno usa le fiche da cento, farebbe la figura del poveraccio. Cinquecento è la puntata minima.

Sono ammessi soltanto i giocatori. Nessuno disturba e il gioco può andare avanti anche per tutta la notte o per più giorni. Io non amo giocare molto a lungo. Prima di mattina voglio poter andare a dormire in albergo o tornare a casa.

 

Vento del Nord

 

- Che cazzo fai, Aziz? Sei impazzito?

Aziz si voltò per rispondere al dottore, ma quando lo vide nudo alla luce lunare, le parole gli morirono sulle labbra. Non riusciva a parlare, si sentiva la gola secca. Deglutì. Sentì il tendersi dell’uccello.

- Dove cazzo pensi di andare? Vuoi farti ammazzare? Vuoi che ti stuprino e ti castrino prima di ammazzarti? Cazzo, Aziz!?

Il dottore era furente, anche se parlava a voce bassa, per non farsi sentire dai servitori.

 

Il diversivo

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