Affari di famiglia

 

 

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Qualcuno vicino a me ansimava leggermente: doveva essere stato quel suono a destarmi dal sonno. Mi chiesi se uno dei due fratelli non stesse sognando. Con cautela spostai la mano in direzione di Abraham, ma non era steso accanto a me. Il respiro pesante arrivava da poco oltre, dove dormiva Eliah. Ci fu un piccolo gemito, molto leggero, e l’ansimare cessò. Poco dopo sentii qualcuno sussurrare parole che non distinsi e Abraham tornò a stendersi accanto a me.

Abraham ed Eliah scopavano insieme? Non avrei saputo dare un’altra spiegazione.

Ci chiamarono poco dopo. I due fratelli non sembravano diversi dal solito.

 

 

 

Daddy

 

 

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Mi sembra che mio padre abbia fretta, forse ha paura che io reagisca, che nuovamente mi sottragga. O forse non ha fretta, forse sono io che voglio che succeda ora, prima che mi renda conto di ciò che sta avvenendo.

Ora. Sta per succedere.

 

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Riccardo va in camera sua. Si spoglia. Si stende. Si accarezza l’uccello mentre pensa che lo zio sta scopando una puttana. E se lo immagina nudo, il cazzo in tiro, che lo guarda. Si vede prendere in bocca la cappella dello zio, succhiare, leccare. Poi lo zio lo afferra, lo getta sui cuscini e lo infilza con un colpo secco. Riccardo si infila un dito in culo, mentre continua a masturbarsi. E con l’immagine dello zio negli occhi viene, mentre il seme schizza fin sul mento. Riccardo si passa un dito sul petto, raccogliendo qualche goccia, e se lo porta alla bocca. Immagina che sia lo sborro dello zio.

 

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Estate

 

 

 

 

E poi la grande festa incomincia e la luce rossastra della luna illumina i corpi nudi e ardenti di desiderio dei forti cacciatori. Essi si uniscono gli uni agli altri, ebbri di vino e di desiderio, senza remore, mai sazi, accesi dal fuoco che gli dei alimentano dentro di loro. La foresta risuona dei loro gemiti di piacere, nella notte sacra agli dei.

E a Ehogan, nel cui corpo arde un fuoco insaziabile, tutti si offrono, ma il suo desiderio non scema, perché egli si è cibato della virilità dei due divini animali. E spinti dal desiderio, a lui si offrono i suoi figli possenti ed egli li possiede e spande il suo seme nei corpi che il suo seme ha generato.

 

 

 

Carlo scivola a terra e sento la sua lingua che scorre lungo il mio solco. Prepara il terreno per il padre, perché so, senza avere nessun dubbio, ciò che succederà. E Romano si inginocchia davanti a me e mi prende in bocca il cazzo, incominciando a leccarlo e succhiarlo con molta delicatezza. Lui prepara il terreno per il figlio.

 

 

 

Quella volta Abe mi aveva passato una rivista gay. Io la stavo guardando e intanto mi accarezzavo il cazzo. Non mi accorsi che mio padre era entrato. Mi vide la rivista, me la strappò di mano e tirò fuori la cinghia. Incominciò a frustarmi, mentre io mi cercavo di sottrarmi ai colpi e urlavo. Poi gettò via la cinghia e mi assestò due pugni, mi prese per i capelli e mi rovesciò sul letto. Pensai che volesse frustarmi ancora, ma si calò i pantaloni e mi inculò. Urlai di nuovo. Ricordo ancora il dolore atroce. Era la prima volta e fu un incubo. Quando venne dentro di me, mi sputò sulla schiena, poi si rivestì e se ne andò, mentre io piangevo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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