Animali

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Seduto sulla panca davanti alla casa, Pierre accarezzava la nuca della cagna. Belle era irrequieta, continuava a cercare di intrufolarsi in casa e ogni volta che lui usciva, gli ronzava attorno, gli si strusciava addosso.

      Pierre non si stupì. I cani sono molto sensibili e avvertono molto di più di quanto noi pensiamo. Anche Gros, il maschio, era agitato, ma ora si teneva a distanza. Quel pomeriggio, per ben due volte, aveva cercato di impedirgli di entrare in casa. Gli era addirittura saltato addosso, mandandolo a terra.

      Pierre soffriva per i cani. Era affezionato a loro, profondamente, e avrebbe voluto risparmiare loro qualsiasi dolore.

 

Il falcone di Federigo

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- Dovete legarlo in modo che non possa liberare le mani e mettergli il cappuccio, in modo che non possa toglierselo. I leoni non lacereranno la pelle del cappuccio, piuttosto resistente, così la testa non subirà danni e sarà riconoscibile.

- Va bene.

- Poi lo metterete nella gabbia esterna. Questa è la chiave.

La “gabbia esterna” è lo spazio creato dalla doppia inferriata che chiude la parete affacciata sul parco.

Mentre parla, Herman cerca disperatamente di trovare una soluzione, che non vede. Non vuole ammazzare Ahmed.

- Quando dobbiamo procedere?

- Ora. Tra un’ora il capo si metterà alla finestra per assistere. Azioneremo il comando per aprire l’inferriata esterna e i leoni potranno infine mangiare.

Herman vede con la coda dell’occhio qualche cosa muoversi e si volta a guardare verso il parco: con perfetto tempismo è apparsa una leonessa, che si struscia contro le sbarre della gabbia. Herman sente un brivido corrergli lungo la schiena.

- È tutto chiaro?

Perfettamente. A Herman non resta che rispondere:

- Sì.

 

 

Foto di animali

 

 

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Gli sono addosso prima che lui si sia accorto della loro presenza. Uno gli tappa la bocca e l’altro gli sferra due pugni al ventre che per un momento accecano Maximilien. Poi quello che lo ha colpito, Robert, tira fuori da un sacco un serpente, tenuto con un piccolo cappio. Maximilien si dice che sta per esserci un secondo comandante del forte che muore morso da un serpente.

 

 

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L’orca

 

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Oggi Henri sta ispezionando il bosco, a qualche chilometro dal castello, quando vede oltre gli alberi un cavaliere che si avvicina al galoppo. Quando è quasi al margine della foresta, lo riconosce: è Mathurin. Non si è accorto di lui.

Ora il cavaliere guida il cavallo come se stesse facendo uno slalom. No, il paragone non è azzeccato, sembra una danza, sì, una danza in cui Mathurin conduce e l’animale obbedisce, docile.

È bellissimo guardarli: uomo e cavallo sembrano costituire un’unica creatura, un animale mitologico, come i centauri.

 

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Cernunnos: L’isola (I riti)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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