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Mario

Sul tuo sito hai detto di lasciare un commento per vedere se andare avanti con il romanzo Il Ciclo d'Oltremare. Cosa potrei dire? Un romanzo bellissimo e delicatissimo; anche se ci sono delle scene cruente, queste sono raccontate con maestria nel tuo stile inconfondibile. I caratteri dei personaggi si sono definiti nell'evolversi del racconto. L'ambientazione è splendida. Unico difetto, come sottolineato dagli altri lettori, è che è incompiuto. Quindi ti prego continua. Dobbiamo sapere come finiscono le avventure dei nostri beniamini a cui ci siamo affezionati, Denis, Ferdinando e Guillaume.  

 

Loran

Ho finito di leggere “ la Conquista ” e le mie prime impressioni sono state confermate, un meraviglioso testo che rappresenta un periodo storico senza reticenze e moralismi, i personaggi ben descritti come l’ambientazione e le scene delle battaglie e della vita, come al solito bellissime ed eccitanti le scene di sesso inserite sempre magistralmente nella vita dei personaggi, bella e struggente la storia di Ferdinando e Baahir, mi ha ricordato certe storie di amori tragici come nel libro di Annie Messina “Il mirto e la rosa”.

Complimenti ancora e spero tu decida di continuare la narrazione di questo libro.

 

 

Max Thomas

Ho aspettato di leggere per intero “La conquista”, prima di esprimere un giudizio. Come ben sai sono un tuo fan da un po’ di tempo e dei romanzi con ambientazione storica (cosa che forse non sai), quindi ho iniziato a leggere quest’opera con la curiosità che hai fatto nascere in me con la tua presentazione.

Pagina dopo pagina, puntata dopo puntata ho iniziato ad amare quest’opera, e ad aspettare con trepidazione le puntate successive. Mi è sembrato di vivere insieme a Denis, Ferdinando e Guillaume, ho vissuto i loro dolori, i loro amori, le loro perdite, ho combattuto con loro sul campo di battaglia, questo con la fantasia che ti dona un’opera che con la sua trama ti catapulta nel suo mondo.

Ero lì quando Denis ha perso tutto, compresa la voglia di vivere, ero lì quando si è risollevato, quando ha incontrato Ferdinando e Guillaume, quando si è innamorato, e quando il suo cuore è stato spezzato. 

Ero lì con Ferdinando che viveva per fottere e combattere, ero lì quando si è innamorato per la prima volta in vita sua, ed ero accanto a lui con il suo dolore per la perdita del suo primo amore. 

Ero lì con Guillaume che si tormentava tra la sua fede e i desideri del suo corpo, ero lì quando per la prima volta ha trovato qualcuno con cui ha pensato di creare una vita insieme, ma prima che il suo cuore si legasse a questi tutto è andato perduto.

Tancrède non è un personaggio che ho odiato, ma di cui ho avuto pena, il suo cuore innamorato lo ha portato a fare una scelta sbagliata, per cui ha perso tutto: l’uomo che amava, il suo onore e la sua vita. Con lui sei stato crudele, gli hai dato tutto, ma poi gli hai tolto tutto con gli interessi, non te ne faccio una colpa, questo chiedeva la storia (un autore è il dio dei suoi personaggi e ne descrive la storia, ma come ogni dio sa essere generoso con alcuni e crudele con altri).

Sono stato contento anche di come hai descritto il periodo senza falsi moralismi, descrivendo la realtà dell’epoca nella sua crudeltà e violenza.

L’unica pecca di questo romanzo è che mi dà la sensazione di essere incompiuto e che manca un finale tale da poter salutare i personaggi con cui ho vissuto insieme con la fantasia. So che le avventure di Denis, Ferdinando e Guillaume non sono ancora terminate, come tu hai accennato, quindi, forse, questo è un finale voluto.

 

Rossana

Ho anche letto il racconto L'assedio (entrambe le versioni) e ho provato stima e simpatia e anche gratitudine nei confronti del dottor Goldenberg sia per la fermezza e il sangue freddo delle sue azioni davanti al pericolo; sia perché, pur non essendo insensibile alla presenza del ragazzo, (credo che gli piacesse parecchio, sin dall'inizio), ha capito e rispettato lo stato di agitazione di Aziz. Un amore d'uomo! Con Aziz si patiscono gli stessi stati d'animo e viene istintivo fare il tifo per lui: dolcissimo. 

È solo un mio modestissimo commento però ci tengo a terminare con un grazie per aver regalato quest'altro piccolo gioiello. 

 

 

 

Giovanna

Capolavoro, davvero!!! Bellissimo, intenso, dosato, con il crescendo giusto,  tempi perfetti, insomma, GRANDE! Inizia e finisce esattamente dove deve.

(su L’assedio)

 

 

Eugène

A me devo confessare sono molto, ma molto piaciuti i racconti e i romanzi da lei scritti e finalmente, dopo anni di silenziosa degustazione (anche un po' egoistica e gretta devo dire) glielo voglio proprio fare sapere.

A dire tutto mi sono deciso a scrivere anche per una delle sue ultime comunicazioni sul sito e cioè quella in cui dice di aspettare i commenti sull'ultimo romanzo per sapere se deve continuare o approdare ad altro.

Continui ! Quel romanzo mi piace tanto per i personaggi e l'ambientazione storica certo ma soprattutto per l'estro con il quale i cattivi sono cattivi e i buoni sono buoni, per anche la manzoniana morale che aleggia sempre (anche se Manzoni è un riferimento molto discutibile spero le faccia piacere anche per il livello linguistico suo che ricorda secondo me il Grande).

Così posso anche parlare, al di là delle storie che sempre sono avvincenti e comunque convincenti, al di là del carattere eccitante dei passi più tipicamente omoerotici, del modo
di scrivere che nella sua stupefacente semplicità e chiarezza rende i luoghi e le persone tanto concreti e veri.

 

 

 

 

Mario

GRAZIE !

Grazie per la dedica sul tuo sito relativa alla galleria di foto di Rogan Richards - mi sono commosso fino alle lacrime e mi piacerebbe che questa frase la riportassi sui commenti del tuo forum.

 

 

 

 

 

Mario

Mi sono dovuto violentare in questi ultimi tempi per non scriverti fino a quando non avessi finito di pubblicare (e io di leggere) il ciclo di Mauro.

Ora ho appena finito di leggere l'ultima parte e in queste settimane ti ho odiato e ti ho amato, ho pianto e ho riso, ho imprecato contro te e contro Mauro, volevo smettere di leggere e non potevo resistere ...... poi ho pensato che dovevo ringraziarti. Sì ringraziarti per aver dato voce ai "bruttini" come me ma che in fondo con l'educazione, la sensibilità (che brutta parola ..) e con la cultura possono ancora fare colpo ......

 

 

 

Max Thomas

Per Francesco:

ho da poco finito di leggere “Mauro”, è bellissimo e mi è piaciuto tantissimo. Certo che per […] un ragazzo fortunato. […] di sfortuna ne ha avuta anche troppa, ma forse per questo Mauro è un personaggio a cui si affeziona. Spero di rivederlo in qualche altro racconto/romanzo insieme a P***** (per sapere a chi mi riferisco vi consiglio di leggere il romanzo, l’autore sa già chi è).

 Per Ferdinando:

La lista è lunga, quindi è meglio cominciare subito.

Lap Dance: Un racconto dolcissimo, dove la paura e preconcetti vengono vinti dall’amore e da un amante testardo (be’ quando si trova l’uomo giusto vale la pena non arrendersi)

Faggot: l’ho trovata una storia dolce e commovente, grazie di queste storie piene di speranza.

Decameron, giornata XI, novella 1: bella e avvincente la trama, un po’ ostica la lettura. Se in futuro scriverai altre novelle spero che Boccaccio (non me ne voglia) si faccia gli affari suoi.

Batteria scarica: storia simpatica, dolce, romantica e divertente sulla seduzione, per il dialetto caliamo un velo pietoso (le traduzioni, grazie).

Poker di Orsi: con la pubblicazione degli ultimi due racconti ho riletto anche “Partita a poker” e “La guardia dei sogni”, mi hanno commosso di nuovo. Invece in “Attore non protagonista” sei riuscito bene a descrivere l’inquietudine di una storia nata male e che doveva finire male, se no non aveva senso il seguito. Nell’ultimo racconto del ciclo, “Al Genji Club”, mi è piaciuto il ricorrersi tra i due protagonisti, che ha tenuto alto la tensione tra i protagonisti, l’unica cosa che non mie è piaciuta è il ruolo di Kasunari Goro (non si può aver tutto, giusto?).

Ben Gardner, 1943-1975: una storia molto avvincente sui diritti civili (anche se forse hai un po’ filtrato la violenza e l’odio di quell’epoca e mondo) e non guasta neanche il finale romantico.

Il piacere di uccidere – Wadistan: ho trovato questa avventura di Rod e Herman ancora più coinvolgente di quelle passate, complice anche la trama. Non vedo l’ora di leggere altre avventure dei due protagonisti, e sapere soprattutto se Rod riuscirà a soddisfare le sue fantasie, nuove e vecchie (qualcuna soddisfatta, e spero che una non soddisfi mai, Herman mi è simpatico).

 

 

 

Amadeo

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Ok, ti sei meritato il perdono per l'ansia che mi hai fatto venire! Mauro se lo meritava un finale così! Bella conclusione! ...certo la sorpresa finale, che peraltro avevo già intuito (ormai conosco abbastanza il tuo stile), mi sembra togliere un pochino di dramma a tutto l'insieme e in particolare al personaggio di Mauro, ma il romanzo resta bello lo stesso.
A questo punto credo che dovrò leggere anche i tre racconti della Volpe dedicati a lui e poi... mi deprimerò perché il romanzo è finito!
...ma ovviamente mi aspetto altrettanta emozione dal romanzo del Ciclo di Oltremare...

 

 

 

Amadeo

No! No! No! No! No! No! No! No! No! No! No! No! No! No! No! No! No! No! No! No!
Ti risparmio l'elenco degli accidenti che ti sto inviando, caro Francesco!
E nel sesto capitolo? I funerali?
Spero tu abbia in serbo un giubbotto antiproiettile o qualche sorpresa analoga!
Se no ti mando il conto del cardiologo per il mio cuore a pezzi!
(se ne hai il coraggio, pubblica anche questa nel forum Emoji)

 

 

 

 

Amadeo

In realtà questa mail non è per te, ma per Francesco Neri: spero possa riportargli tu il mio messaggio. Ci tenevo a fargli i complimenti per Mauro. Tempo fa ti scrivevo che non ritrovavo più le emozioni dei tuoi primi racconti e che mi chiedevo se era  ti stessi evolvendo su nuovi orizzonti nei tuoi romanzi. Adesso ho avuto la risposta:
...hai un alter ego ancora più talentuoso di te!
Ti devo confessare che ogni volta che finisco un nuovo capitolo di Mauro, spero arrivi presto la domenica dopo per poter leggere il seguito. La vena malinconica che pervade tutta la storia mi fa battere il cuore.
E ho anche una confessione più imbarazzante:
...
...mi sono innamorato di Mauro! Ebbene sì. Anch'io, come tutti gli altri. Quindi non azzardarti a farlo finire male! Anche se ammetto che una conclusione tragica sarebbe letterariamente coerente con il tono del romanzo come con il tuo protagonista bello e maledetto. Sono davvero curioso. Viaggio in Irlanda finora è stato il mio capitolo preferito. Ma spero avrai sorprese ancora più belle per il seguito. Mi piace molto il modo in cui stai costruendo il personaggio, dedicando ogni capitolo a un periodo diverso della sua vita e inquadrandolo a tutto tondo attraverso i punti di vista di tanti personaggi diversi. Arriverai all'ultimo con Mauro da vecchio? In ogni caso, complimenti: leggendoti pensavo che vorrei riuscire anch'io un giorno a scrivere una storia così bella.

 

Luigi

Ho appena finito di leggere il tuo racconto,  Faggot. E ora sono in subbuglio. Mi è piaciuto,  come quasi tutti i tuoi racconti, ma questo ha avuto qualcosa in più: sei riuscito a farmi sentire Faggot-Harry. E sentivo su di me gli abbracci e i baci di Bart, la sua rude delicatezza...
E ora mi trovo a chiedermi: quanto il tuo racconto può essere uno specchio che riflette me?

 

 

Mario

Ho letto i due nuovi racconti sul poker e mi sono piaciuti, forse un po' meno dei primi due, ma comunque sempre molto coinvolgenti. Come solo tu sai fare. Ho riletto anche Colpo grosso  e il ciclo napoletano per ritrovare il personaggio di Bruno che mi hai indicato. Sei sempre grandissimo.

 

 

Loran

Ho appena finito di leggere “Al Genji Club” e mi è piaciuto veramente molto sia per l’ambientazione giapponese del racconto che mi ricorda certi racconti illustrati di autori bara come Tagame o Takeshi Matsu, poi anche per la bella delineazione della psicologia dei personaggi e naturalmente anche per le sempre eccitanti scene di sesso.

 

 

 

Renato

Scrivi bene , sciolto e riesci ad infondere nel lettore il desiderio di continuare a leggere..... sei grande poi nel descrivere le scene d'amore, coinvolgente....... direi che la tua desrizione non è mai pornografica..... più che di sesso sai parlare d'amore anche se tra maschietti.....

 

 

 

Loran

Il tuo scrivere ha dell’incredibile, ho letto “Batteria scarica” e ancora mi stupisco della tua capacità di trasmettere tante emozioni anche in un racconto breve che riesce a catturare (a possedere magari è l’espressione più giusta) il lettore, in poche righe trama, sentimenti, erotismo tutto funziona alla perfezione, tutto risulta credibile e non banale trasportando chi legge in un vortice di interesse per la storia, sentimenti ed eccitazione che è veramente molto bello.

 

 

 

 

Max Thomas

Finalmente ho letto con calma i tuoi ultimi racconti: “Lap dance”, “L’officina” e “Il Bar di Luca”. Li ho trovati tutti meravigliosi, vale sempre la pena aspettare un po’ che l’autore pubblichi, anche se questa volta c’è un concorso di colpa reciproca.

Questi racconti sono tutti incentrati sui sentimenti del protagonista (le sue paure, il suo desiderio, la sua passione, la sua voglia di amare e di essere riamati con il corpo e il cuore) che mi hanno travolto e, per me, sono loro i veri protagonisti di questi racconti.

Il solo parlare dei sentimenti e delle passioni dei protagonisti, non basta, però, a rendere belli i tuoi racconti, ma anche il modo in cui li descrivi e ce li trasmetti, che catturano la mia attenzione e fai nascere in me la voglia di leggere con passione queste tue opere e anche di rileggerle.

Lo so che sono egoista, ma finché amerai scrivere, non smettere mai.

 

 

 

 

Loran

Ho letto i tuoi ultimi racconti “Lap dance” e “L’officina” e ci sono due aspetti presenti anche in altri tuoi racconti che mi piacciono molto , nel primo questa tua capacità di far salire la tensione tra i personaggi per poi scioglierla in un bellissimo ma non scontato lieto fine mentre nel secondo è la passione amorosa ed erotica che esplode tra uomini che per vari motivi (lavoro, luoghi, estrazione sociale) sono abituati a controllarsi. Queste due componenti le riesci sempre a padroneggiare in maniera veramente buona riuscendo ad attirare il lettore all’interno della trama.

Sempre complimenti per la bellezza dei tuoi lavori.

 

 

 

 

Paolo

In passato avevo letto solo uno dei tuoi racconti, mentre oggi mi sono sbizzarrito ad addentrarmi in qualcuno in più. Complimenti davvero! Buona trama, bel fraseggio, ottimo uso dell'italiano (che non guasta).
Ti saluto con affetto. E con ammirazione.

 

 

 

Max Thomas

La tela del ragno
E’ la prima volta che il protagonista di una tua storia è un pezzo di m***a (be’ quando ci vuole bisogna dirlo). Se il tuo intento era quello di far odiare il protagonista, ci sei riuscito, per quello che mi riguarda. Bello l’omaggio al delitto della contessa Francesca Vacca Agusta.

Corde
La storia di Pier, come hai annunciato nel cantiere, parte in un modo e finisce in un altro, anche se è un racconto breve; la trama mi ha catturato e non annoiato, per non parlare delle scene di sesso bollente (fiiiiiiiiii!), non basta il caldo esploso in questi giorni di primavera.

Il piacere di uccidere: IV – Il traditore
Le avventure di spionaggio di Herman e Rod sono sempre avvincenti. L’unica cosa che mi ha lasciato perplesso in questo racconto, sono state le scene hard, non che siano brutte o estreme, ma il sesso e morte che si fondono per raggiungere il piacere è un idea che per il momento non condivido. (Lo so, sono un po’ bigotto, ma la “voglia di vivere” e “vedere cosa mi riserva il domani” sono dei preconcetti di cui non riesco a liberarmi).

Un cactus in culo
Ok, dov’è la lettera per arruolarsi e di assegnazione alla caserma? Mi è piaciuto ritornare a leggere storie di lotta e sesso. Unica pecca del racconto: il movente dell’omicidio non dovresti lasciarlo all’immaginazione del lettore (c’è chi non ne pensa nessuno, chi tanti).

Fado
Bello questo racconto in cui riversi i ricordi e le emozioni del tuo viaggio in Portogallo. Questo è un racconto che mi riscalda il cuore, e mi fa sognare, e venir voglia di viaggiare e di ascoltare il Fado.

 

 

 

 

Loran

Era da un po’ che non entravo nel tuo sito e devo dire che è sempre un piacere in tutti i sensi e di tutti i sensi.

Belli i racconti “Il traditore” morte, sesso, tensione,  dosati sempre con grande maestria, poi “Un cactus in culo” l’avventura in terre esotiche che mi fa ricordare molti film ambientati nei forti nelle terre di confine dove la violenza si sovrappone all’erotismo, sei sempre bravissimo e ti ringrazio per il piacere che mi dai con i tuoi scritti.

 

 

 

 

Max Thomas

Il rompiscatole criticone è tornato alla carica.

 CICLO DELLA GUERRIGLIA

Ho aspettato e letto con piacere tutti e tre i racconti.

Una fine da topi

Molto ben narrato la crisi di Mateo per i suoi ideali traditi e il suo coraggio di non rinunciarvi.

Notturno

È il racconto più avvincente per l’azione, ma è quello che mi ha lasciato con l’amaro in bocca, proprio perché è il contrario del primo, per quanto riguarda il rapporto personale tra i protagonisti

Tre Volte

È la storia che mi è piaciuta di più, ho trovato bellissimo e coinvolgente la storia tra i due protagonisti.

 

Vecchio West

Come sempre un racconto scorrevole e piacevole da leggere. Interessante la descrizione dal punto di vista del protagonista della quotidianità di "Sand Creek Town", città turistica a tema western. Bella storia e avvincente il finale (quello fuori dalla camera da letto, anche se l'ho apprezzato anche quello).

 

 

 

Loran

Ho appena finito di leggere i tre racconti della guerriglia, che emozione, avventura, sentimenti, amore e sesso tutto fuso in maniera esemplare come sai fare bene tu, è sempre un vero piacere passare dal tuo sito e leggere le tue opere.

 

 

 

Max Thomas

Al Ranch
Quando ho letto questo racconto, ho trovato molte parti che che mi sembravano familiari, tipo: la banda di motociclisti, lo scavare una buca per un cadavere, il fare sesso nella stalla.
Non dico che hai fatto "copia e incolla", ma leggendo ho avuto una sensazione di un déjà vu (non so se per altri tuoi racconti, o quelli di qualche autore che hai segnalato nella ex-"zona nera").
Nell'insieme l'intero il racconto mi è piaciuto, la storia è scorrevole, la trama mi è piaciuta e il finale fa capire... chi lo vuole sapere legga il racconto.
Se devo dagli un voto, ti darei 7/10 (di più non ti do, per la sensazione di déjà vu e perché non amo il S/M)

Partita a poker
Questo racconto è stato una piacevole sorpresa di fine estate, la scena sul tavolo delle carte caldo omaggio MAP (MenAtPlay ed anche agli attori). Ma la cosa più bella di questo racconto è la trama che mi ha coinvolto, la storia di Ben mi ha un po' rattristato e il finale mi ha lasciato l'amaro in bocca.

La guardia dei sogni
Non mi aspettavo il continuo del racconto, è stata una bellissima sorpresa. Tolto i commenti di Jarrett durante la partita a poker, che ho trovato veramente esilaranti, il racconto era veramente tristissimo, mi ha fatto quasi venire le lacrime agli occhi.

PS non c'è speranza di sapere cosa accade al mattino?

 

 

 

 

Amadeo

(su Sindrome di Stoccolma, nella raccolta L’orca)

Va be', ma sei romantico ai limiti dello smelenzo! Imbarazzato
Fai bene a tenerlo per la raccolta: è troppo bello per lasciarlo deflorare gratis! Ritornano parecchi temi e atmosfere di tuoi racconti precedenti ma (sarà la mia disposizione di stasera o l'estasi dell'inedito concessomi) stavolta mi sono emozionato davvero, immedesimato nella storia e non riuscivo a smettere, anche se il titolo è un imbroglio bello e buono! Mi incuriosiva perché mi aspettavo un altro genere di racconto, una vera sindrome di Stoccolma... ma ovviamente so che l'hai fatto apposta, come il DVD iniziale, che già preparava al mal di stomaco anche me, o la rassicurante voce di Ramirez... sbaglio o ti stai affinando nel fuorviare e far friggere i lettori? E una tensione erotica notevole pur con descrizioni fisiche minime che lasciano il lettore in sospeso tra immaginazione e curiosità inappagata.
Complimenti

 

 

 

Marcello

(su Fado)

e invece il tuo ultimo racconto è molto bello, non ci saranno cazzi che svettano e sborrano - ma tanto alla fine quelli, a forza di leggere, non fanno più né caldo né freddo - ma ci sono i sentimenti, che sono quelli che tengono accesa l'attenzione e la tensione verso una persona. Tengono incollati allo schermo mentre scorre la pagina del racconto. Tengono duro anche il cazzo, molto più di tante sconcezze dette o situazioni estreme: anzi, per quanto mi riguarda, se il sentimento si accompagna a queste cose godo come un pastore in calore!

 

 

 

Amadeo

Vivi complimenti per Al ranch. Stai diventando sempre più cattivo! (Questa la pubblichi nel forum? Con la lingua fuori)

 

 

 

 

Loran

Ho appena finito di leggere i due racconti “Partita a poker e “La guardia dei sogni”. Che dire, come al solito meravigliosi nel delineare i personaggi nell’intersecarsi dei due racconti nelle scene di sesso e azione come in quelle di tenerezza e amore; mi hanno ricordato alcune storie di Gengoroh Tagame dove uomini duri e solitari si arrendono alla fine ai sentimenti che provano. Complimenti sei sempre bravissimo.

 

 

 

 

Mario

Sei un genio e un sadico.  E' ufficiale ! Ho letto il racconto La guardia dei sogni e ho pianto per quanto è bello però mica vorrai lasciarci così senza sapere cosa succede quando Ben si sveglia?????


Ti voglio fare poi i complimenti per il racconto Questione di pelo in cui mi ci sono riconosciuto pienamente.

 

 

 

 

Max Thomas

È un bel po’ che non ti mando commenti, scusa l’avarizia ma non è facile trovare parole nuove per esprimere il mio entusiasmo.

Allora sei pronto? Sei seduto? Hai posato bevande e cibo? Entrambe le mani sono sul PC? ;) occhiolino

Ok, ora si comincia!!!

 Il mercenario (Uniformi):

mi ha ricordato un po’ “Lo schiavo ed il rinnegato”, nel fatto che il protagonista, dopo la dichiarazione dalla persona che ammira, stima ed a cui si sente molto legato, va nel panico e perde tutto in un attimo. Di diverso ci sono la storia e le ambientazioni che mi hanno catturato e portato a leggere con entusiasmo il racconto. Ok, non sono un santarellino, mi sono piaciute anche le sequenze VM 18.

 Il relitto (Tempi Moderni):

bellissimo questo tuo racconto su “una seconda possibilità”, mi ha fatto commuovere, sopratutto il finale, parlo naturalmente di quello che avviene fuori dall’albergo. La scena dell’albergo ha destato l’interesse di altre parti del mio corpo (^_^).

PS Un’ultima cosa, stai attento quando pubblichi la versione censurata a non tagliare alcuni dettagli della storia come è capitato nella prima scena hot del racconto.

 Questione di pelo (Tempi Moderni):

ho trovato veramente molto dolce questo racconto sulle prime esperienze di un adolescente. Ma su un cosa che hai ribadito sono assolutamente d’accordo: MAI, E RIPETO “MAI” FARE SESSO OCCASIONALE NON PROTETTO. Lo so che quando si è giovani non si pensa alle conseguenze e si vive la passione del momento, ma non è detto che tutti siano fortunati!

Un ultima cosa: W GLI ORSI!!!

PS Per la cronaca io non sono un orso, ma un loro grande estimatore

La carriera di un pornodivo (Tempi Moderni):

Una bella favola moderna, dove da padrone lo fa “l’amore” e non il “sesso”, a dispetto del titolo.

Doppio gioco (Uniformi):

Sei sempre insuperabile in queste storie di azione e intrigo. Se mi ci abitui troppo, poi quando non scrivi vado in crisi di astinenza. Bella la zeppata (freccia acida) finale di Miguel a Vargas, cioè…. Mica vuoi che riveli il finale. (^_^)

L’esecuzione (Uniformi):

come già ti ho detto per la versione precedente questo racconto non mi piace, preferisco molto di più il finale nero de “Il sergente”. Questo racconto mi rovinerebbe il finale di “Doppio gioco”, quindi lo cosidero separato da quest'ultimo.

E dulcis in fundo gli Otto Racconti Napoletani (Uniformi):

[Comm te permètt e' parlì malè e' Napole! Mo' te tolgò o' salutò, figl e' ntrocchia!!! Ok, ti perdono giusto perché sei tu e so che l’hai fatto per amor del romanzo.] ;) occhiolino

Ok, basta con gli scherzi, torno serio ed ecco il vero commento.

Questo romanzo mi è piaciuto molto, con il "trucchetto" degli otto racconti hai potuto descrivere le vicende dei personaggi in un arco temporale molto lungo, questa idea ti ha permesso di descriverci l’evoluzione dei personaggio in fasi e momenti differenti della loro vita. Mi ha molto intrigato seguire le vicende e la storia Fabrizio e Antonio, da quando erano dei perfetti sconosciuti, al momento che si sono innamorati e messi insieme, alla loro vita in comune e ai problemi che hanno dovuto affrontare e superato con il loro amore. (Questa è una bella novità rispetto a molti tuoi racconti e romanzi che si concludono al mettersi insieme dei personaggi e a fare un breve accenno al loro futuro.)

A parere mio, hai saputo descrivere le luci e le ombre di Napoli in modo obbiettivo, senza essere razzista o prevenuto verso questa mia bellissima città, per questo ti ringrazio.

Ho trovato molto originale il fatto che nel primo racconto il paragrafo successivo iniziasse con la frase finale del paragrafo precedente, mi è un po’ dispiaciuto che non l’hai usato per tutto il romanzo, ma mi immagino che non era facile da fare, soprattutto in base a come sono nati i vari racconti.

 

 

 

 

Mario

Ho finito di leggere per la terza volta il romanzo "La Missione": bellissimo e prima di iniziare a leggerlo per la quarta volta mi domando: ho mai amato come Leo e Jeff? Assolutamente no; amerò come loro due in futuro? Probabilmente no!

 

 

 

 

 

Amadeo

Ho visto il tuo nuovo racconto, ho dato una sbirciatina all'incipit e... non sono più riuscito a smettere! L'ho finito in meno di un'ora, nonostante sia bello lunghetto! Premetto che mi è piaciuto un sacco: uno stile molto bello, intenso ma realistico (lo stile!). Lo spaccato della vita di un idolo, un tipo singolare di idolo che certamente incuriosisce tanti di noi Imbarazzato(non so se ti sei ispirato alle interviste o alle note biografiche di qualche pornodivo gay vero). Mi è piaciuto molto il tuo procedere per quadri staccati e salti cronologici, tracciando i momenti di una vita in varie sue fasi. Il finale devo dire era un pochino prevedibile (sebbene, giustamente, non realmente probabile) fin dalla prima apparizione del personaggio di Manuel. Anche se fin quasi alla fine ho continuato ad avere il dubbio che Manuel potesse sbucare fuori in tuta di pelle durante uno show hard o una ripresa (questo nella realtà sarebbe stato più probabile?Sorriso)! E alla fine il trionfo del romanticismo è giusto e inevitabile, almeno in un racconto, anche se viene da chiedersi se dietro la morte di Bruce Bull non si celi un pizzico di conformismo: è impensabile che uno possa continuare a fare sesso per lavoro e contemporaneamente vivere un amore vero, stabile e sincero nel suo privato? La monogamia affettiva implica necessariamente monogamia sessuale? Lo chiedo perché realmente non conosco la risposta. Il tuo racconto intende proporne una?

 

 

 

 

Pietro F.

Ho appena finito di leggere un altro dei tuoi racconti, "L'autista" che è forse quello che potrei definire il mio preferito insieme a "Attento al gorilla!", "Prede e cacciatori" e "L'apprendista di mastro Luca".
Mi piacciono i tuoi racconti, il voler cucinare i tuoi lettori con la calma delle parole disposte con cura sulla teglia dello schermo mostrando una delicatezza che riscalda lentamente fino ad accendere il fuoco del desiderio. Fuoco che non è solo quello sessuale, simile al fuoco di paglia: si accende, divampa e consuma con velocità impressionante, lasciandoti con l'amaro in bocca e solo il ricordo di un piacere che a volte è solo ricercato mentalmente perché vuoi solo dar fiato al tuo corpo sapendo che una parte di te resterà insoddisfatta. Nei tuoi racconti invece, (ma più in generale il bello di te) è che ti prendi tutto il tempo perché si accenda il fuoco del desiderio facendolo divampare nel cuore prima che nel corpo fino a regalare un'unica fiamma che non si spegne improvvisa ma resta a riscaldare anche dopo l'ultimo punto dell'ultimo rigo di ogni tuo racconto, lasciando anche quel senso di nostalgia e di desiderio che la storia continui, che non si fermi...
Lasci così che venga alla luce il desiderio di poter vivere una storia d'amore che sia vera e romantica, nella consapevolezza di tenerla ancorata nel reale quotidiano.

 

 

 

Marcello

Continuo a pensare che la forma di scrittura del racconto breve sia da te portata a livelli davvero alti. Avrei voluto esternarti il mio piacere e stupore per racconti come Il parcheggio, Daddy e gli ultimi Cena di natale e Come combinare un matrimonio, ma altri lo hanno fatto meglio di me. Però quello che ho pensato per Il parcheggio te lo dico: che gran figlio di puttana che sei! Mi sembra che tu faccia tanto il bravo maritino borghese nel tuo raccontarti  come coppia.. poi mi sembra che non sia solo fantasia quella che metti sulla carta!

 

 

 

Antonio

Ho incontrato un tuo racconto per caso, non ha importanza quale perché poi ho

preso a leggerli tutti: i bianchi, i rossi, i neri.

Mi sono piaciuti e volevo significartelo.

In un'epoca che, barbara, evita di curare la scrittura di un'idea, di una situazione

i tuoi racconti mi son sembrati giusti, ben curati, buoni congiuntivi e attenti nella scelta delle parole. Non i soliti "centri commerciali di pezzi di carne" ma racconti che potevano anche avere una probabile ed eventuale emozione da passare.

Grazie

 

 

Gigi

Grazie, è bellissimo!

solo tu puoi scrivere cose che toccano il cuore!

(Su Requiem per un boss)

 

Max Thomas

Ho appena finito di leggere  "Come si combina un matrimonio" è veramente bello.
Hai saputo portare un ritratto della quotidianità della vita in modo semplice e gradevole.
Ho adorato in particolare le "schermaglie d'amore" tra Duccio e Gianni e il finale,
che se fosse stato diverso ci sarei rimasto molto male. 
Grazie ancora per i tuoi racconti.

 

 

Amadeo

Mi piacciono molto alcuni dei tuoi lavori più recenti ed è sorprendente come, soprattutto con i racconti, riesci a spaziare sui toni più diversi stuzzicando corde molto diverse nell'anima del lettore, dalla tenerezza di "Festa di Natale", che mi ricorda un po' il bellissimo e originalissimo "Bacio di Giuda", ai toni noir di "Daddy".
"Come combinare un matrimonio" è un esilarante spaccato di vita quotidiana, nel quale tanti lettori si potrebbero riconoscere, e il finale è originale pur nel suo essere volutamente prevedibile.
Adoro "La doccia", trasmette un senso di attesa, di eccitazione e di curiosità vivo e palpabile e ripercorre con una verosimiglianza incredibile un crescendo emozionale e i suoi contrasti...  e la fine... mi aspettavo qualcosa di inevitabilmente irrisolto (il racconto si incentra sull'autoerotismo, e una scena di sesso finale sarebbe stata certamente troppo banale per te), ma devo dire che hai ampiamente superato le mie aspettative!
Quanto a "Daddy"... certamente un'analisi interessante. Premetto che l'idea della fantasia di morte violenta mi turba un po', ma credo che tu riesca anche a far immedesimare il lettore in atmosfere e ad aprirgli la mente su stati psicologici che di natura non sono nelle sue corde. A questo proposito ricordo anche un racconto molto intrigante che purtroppo non riesco più a ritrovare sul tuo sito (parlava di un poliziotto in incognito che ha una relazione con un orso sadico -mi pare si chiamasse Giovanni- che gli svela i mondi del piacere s/m e alla fine si rivela essere un serial-killer che la polizia cercava). Vi avevo trovato un'esplorazione straordinaria delle dinamiche del desiderio e del piacere s/m e della stessa fantasia di morte. Personalmente mi aveva aiutato a capire molte cose.
E infine mi è piaciuto moltissimo "Il mito di Orione", forse più di Cernunnos, perché con i suoi caratteri "da Area Aperta" mantiene quel velo di delicatezza e di riserbo su tutti gli aspetti corporali della vita dell'uomo che è tipico della "sacralità" dei miti antichi (dove anche il sesso e l'omosessualità sono ampiamente presenti ma mai narrati o descritti in modo troppo esplicito). Sono appassionatissimo di mitologia antica e raramente mi piace vedere i miti rielaborati e alterati nei rifacimenti moderni, ma tu sai farlo con classe. Soprattutto mi è piaciuta la naturalezza con cui riesci a riecheggiare lo stile e addirittura il linguaggio formulare dell'epica greca (come "l'aurora dalle dita di rosa") trasponendolo in una prosa semplice e scorrevole.

 

 

Riccardo 3

Ho letto solo ora il tuo racconto natalizio, presente sul sito già dalla vigilia!

perfetti i tempi di pubblicazione (tempo reale pare!) ed altrettanto il tema!

A parte queste festose coincidenze, non posso che ripetermi: è molto bello, se non altro per la piacevolezza del leggerlo!

La prima parte è uno spaccato di vita degno del miglior neorealismo italiano, pare un omaggio al Dino Risi o allo stesso Monicelli, quando sapevano traversare la nostra società con sguardo un po' amaro, ma pur sempre partecipe. Come non riconoscersi in certe situazioni di socialità forzata!

Sulla seconda parte, mi trovo più in difficoltà, non avendo mai avuto la fortuna di avere un babbo natale nel letto, non ho sufficienti elementi per misurarne la credibilità!

(su Festa di Natale)

 

 

Max Thomas

Ho fatto una full-immersion dei tuoi racconti, quindi bando a convenevoli e via con commenti:

1) Già a metà lettura di "Un colpo grosso" e di "Il parcheggio" ho capito che appartenevano al genere "noir". Devo farti i mie complimenti perché con questi due racconti, sopratutto con il "Parcheggio", ti sei davvero migliorato molto in questo genere. Inoltre, per quello che mi riguarda, i due finali sono rimasti un mistero finché non li hai svelati tu.

2) Sai un po' ci speravo in un nuovo racconto dedicato all'Unità di Italia e "Nelle tenebre" per me è stato un bellissimo regalo. È un bellissimo racconto con una straordinaria storia d'amore e piena di passione che hai ambientato nella mia città natale. Grazie!

L'unica pecca è che nella versione Green questa passione si affievoliva un po' con la censura.

3) "Passaggio a Nord-Ovest": trovo sempre piacevole leggere storie di avventura, e grazie a te posso leggere quelle dove finalmente gli eroi non sono solo etero.

4) Leggendo "La doccia" e "Daddy" non li definirei solo racconti a luce rosse, ma vietati ai deboli di cuore per l’alto contenuto erotico/pornografico, e definirti un grande è veramente poco, parola di porco.

Il finale di “La doccia” lo posso anche accettare perché un altro finale dopo questo sarebbe solo banale, e i tuoi racconti non lo sono mai stati per me. Ma il finale di “Daddy” non l’accetto, non dovevi lasciarmi sul più bello così, voglio un finale non immaginarmelo da solo. Sigh, sigh!!

 

 

 

Loran

era un po’ di tempo che non entravo nel tuo sito e come al solito sono rimasto colpito dalla bellezza dei tuoi ultimi racconti “La doccia” e “Il parcheggio”, le scene magnificamente descritte che fanno diventare il lettore un osservatore diretto quasi fosse catapultato nella scena stessa e la vivesse, la tensione erotica che lo eccita e lo appaga anche quando si raggiungono livelli molto forti, insomma è sempre molto bello leggerti.

 

 

 

Giovanna

Ho letto "Il parcheggio". Sono senza parole. Ma le troverò. 

E' uno di quei racconti che ti frega... La prima volta ho seguito automaticamente le mie aspettative e quindi mi ha spiazzato, ovviamente. La seconda volta la mia ottica è cambiata e ne è risultata una lettura diversa, attraverso la quale ho apprezzato la sottile costruzione di ogni elemento (un esercizio ad altissimo livello). La terza volta è perché ho sentito il bisogno di immergermi nella sua atmosfera, sentirne il senso, il ritmo, la pressione. 

Secco, intenso, coinvolgente. Un tuffo nell'oscurità di una mente vacillante. Un sentiero apparentemente rettilineo che  ti prende, ti costringe a seguirlo, fino a ritrovarti da un'altra parte, in un mondo ancora più oscuro. Ma ormai ci sei dentro, e tutto ciò che un attimo prima ti sarebbe sembrato orribile o allucinante, diventa naturale. Ti dice che potrebbe esserci un serial killer in ognuno di noi. Questo sì, che è scioccante. 

E poi si legge in sottofondo quella sorta di vena disperata di chi sta vivendo una vita di cui non sa che fare, dove il vuoto dei sentimenti va riempito a tutti i costi, con le sensazioni. Allora va bene tutto, anche il dolore fisico, o soprattutto quello. E a un passo da lì c'è il considerare la vita umana un niente, con cui si può giocare. C'è il sopprimerla per il gusto di farlo, all'unico sterile scopo di provare una sensazione. È una sfida in cui è affidato al caso se emergerne come vittima o come carnefice, vittorioso o vinto. 

Notevoli poi le due chicche di Vasco e Whitman, talmente azzeccate da provocare un brivido.

Anche se l'universo che stai esplorando ultimamente è piuttosto lontano da quello romantico-ottocentesco che amavo molto, e mi sembra alquanto inquietante, i tuoi racconti restano incredibilmente toccanti, profondi, lasciando sempre un segno indelebile. Forse persino di più, perché vanno a giocare con la parte oscura che giace ignorata in ognuno di noi. L'attrazione irresistibile del male. La via più facile da seguire, perché non possiede regole. Ognuno è libero di costruirsi le proprie. 

Complimenti. 

 

 

Riccardo3

Fottuto Bastardo,

quando la smetterai di sorprendermi con questi modi? Ma quanti siete? Sono anni oramai che ti leggo, anni che ho imparato a riconoscere ed apprezzare la tua cifra (testa, cuore e coglioni in un giusto e dolce equilibrio), ma un colpo così basso (leggi pure in area coglioni) non me lo sarei mai aspettato.

Non conoscevo ancora il "racconto interattivo", al pari delle chat o delle play station, ma a quanto pare esiste e tu ne hai dato un magistrale esempio!

Ho ancora le fauci secche, non ancora finita la lettura che già mi strofinavo l'occhio indolenzito a forza di sbirciare da quel maledetto buco nel muro. Muro che è diventato un tutt'uno con la pagina scritta. Come lettore è stata la prima volta che mi son trovato ad interagire in questo modo. Il voyeur o spettatore che c'è in ogni lettore, solitamente soggetto "passivo e terzo" nell'azione raccontata, fatto salvo poi subirne gli effetti, si trova, quasi senza accorgersene, se non fosse per il suo basso ventre, ad essere addirittura il domine della stessa azione. Vittima e carnefice, i due protagonisti del racconto, si trovano uno dentro la pagina e l'altro fuori. Difficile poi dire chi è più vittima e chi più carnefice dei due.

Alla mia veneranda età pensavo di aver già apprezzato molte "forme" di erotismo, ma come al solito, mi hai smentito e sorpreso ancora una volta.

Magistrale la tecnica usata nel costruire il racconto, magiche le immagini usate per questo incredibile gioco tra seduttore e sedotto.

SEI UN GRANDE.

   (su La doccia)

 

 

Giovanna

È compatto, progressione perfetta, il giusto grado di follia, un finale alla disperata in perfetta sintonia con il corpo del racconto. Per la terza volta, senza troppa fantasia, PERFETTO! 

Sembra un racconto semplice, a una prima lettura, ma non è così. C'è dentro un sacco di solitudine e di disperazione. Si gioca tutto su una sua impressione, che non si scoprirà mai se risponde a verità. È una tragedia del desiderio. Ha dentro una disperazione così profonda che si fa fatica a vederla, però la senti grazie a quello che ti lascia dopo.

Insomma, di un racconto in cui non ci sono innamoramenti, non c'è avventura, non ci sono i sentimenti a cui siamo abituati, io credo che tu sia riuscito a fare un piccolo capolavoro. Poi ogni lettore ci vedrà quello che vuole, a seconda della sua sensibilità o di quello che stava cercando... come sempre. 

(su La doccia)

 

 

Alessandro

Ecco uno dei tanti motivi per cui adoro i tuoi racconti: riesci sempre a sorprenderci. Ho appena finito di leggere il tuo ultimo racconto (la doccia). Mi è venuto in mente un passaggio di un racconto pubblicato non tanto tempo fa: "con questi (racconti) il cazzo non si muoveva, ma ti sentivi dentro un fuoco, una vibrazione che non si spegneva". Credo che la frase fosse riferita ai tuoi racconti ma chiunque l'abbia scritta non aveva certo ancora letto la doccia che non lascia indifferenti neanche sotto l'aspetto fisico. La tensione va salendo di pari passo nel protagonista e nel lettore. L'impostazione della narrazione completamente in prima persona, l'evoluzione psicologica del protagonista, l'ansia della presenza del voyeur e un finale totalmente spiazzante hanno fatto balzare questo racconto direttamente in cima fra i miei preferiti.

 

 

 

Loran

 Ho appena finito di leggere “Un progetto individuale” e non trovo quasi le parole per descrivere quanto è bello, piacere, gioia, commozione, grazie per queste emozioni.

 

 

 

Gianna

Ho letto con avidità il tuo ultimo racconto NELLE TENEBRE. E' superfluo dire
che l'ho trovato bellissimo e  molto tenero quando descrive le cure e le
attenzioni che il finto Antonio presta al principe. Ancora tanti
complimenti!!!!!

Puoi far sapere a Federico Volpe che la sua trilogia è stupenda? L'ho letta
tutta in una sera e devo proprio ammettere che è bravissimo nello scrivere
gialli. Spero ne scriva altri perché sicuramente saranno all'altezza degli
ultimi.

 

 

 

Riccardo3

sei semplicemente un genio!

forse te l'ho pure già detto in altri modi, ma dopo aver letto il tuo ultimo racconto (Un progetto individuale), non mi vengono altre parole.

E' bellissimo! Hai preso per mano Isherwood ed hai ripercorso tutto ciò che lui non è riuscito a dire nel suo "A Single Man".

"Un elogio della vita solitaria, un messaggio di superba eleganza morale." copio pari pari un commento critico sul romanzo di Christopher per dedicartelo tutto, aggiungendo di mio "un geniale inno alla vita".

Un'alchimia stregonesca, fatta di libri superbi infusi in un ambiente colmo di una umanità estrema,  dolore e amore uniti intrinsecamente quale i ricoveri sanno essere, gioventù e vecchiaia, forza e debolezza, ... mio dio sono ancora ubriaco!!!!!

 

 

 

Max Thomas

Ieri ho letto "Un progetto individuale", mi è difficile darti un giudizio, perché quello che mi ha lasciato è una sensazione.
A volte, ma molto raramente in verità, mi capita che un film o un racconto o un romanzo alla fine mi lasciano dentro una bella sensazione di beatitudine, che è difficile esprimere con le parole. L'unica cosa che posso dirti è che sei straordinario.

 

 

 

Laura

Ho letto e riletto "Un progetto individuale" …
Piccola premessa: diversamente dal solito, questa volta ho prima letto la breve nota riportata nel  Cantiere, e poi mi sono messa a leggere il racconto; dato che non avevo ben interpretato le tue parole (peraltro chiarissime), non ho dato per scontato il lieto fine, e questo ha aggiunto un po’ di piacevole apprensione per il finale.
Mi è piaciuto molto; racconti molto bene una storia bella, come fai sempre, con grande rispetto. Mi è piaciuto molto che la nascita e tutto lo sviluppo della storia abbia come filo conduttore la lettura; la realtà della casa protetta, dell'handicap fisico e del disagio rimangono sullo sfondo, senza mai scomparire, in un equilibrio secondo me perfetto. In primo piano l'amore, quello che nasce pian piano tra i due protagonisti e quello per i libri, secondo me altrettanto coinvolgente; belli i dialoghi sui libri. Per definire questa storia mi viene in mente questa frase: ecco il valore aggiunto dei libri…!
Mi è piaciuto molto l'equilibrio con cui hai raccontato questa storia, senza farti troppo prendere dalla tua anima romantica....(per precisare: vuole essere un complimento per questo racconto, senza alcun riferimento agli altri racconti)
Soprattutto complimenti per il personaggio di  Guido; scrivi di  una gran bella persona, non tanto perché alla fine si è innamorato di Edoardo, cosa che può capitare o no a prescindere dalla propria volontà, ma perché dall'inizio alla fine si muove con una sensibilità e un rispetto di sé e dell'altro che quasi invidio…

 

 

 

Alessandro

Caro Ferdinando

ormai quando leggo un tuo nuovo racconto so che alla fine mi scapperà la lacrimuccia. Ma se mi fai iniziare a piangere a metà racconto (“Un progetto individuale”), diventa difficile arrivare fino alla conclusione in mezzo a un lago di lacrime! Stavolta non riesco a trovare un aggettivo per descrivere la bellezza del racconto quindi, in barba ai miei commenti normalmente lunghissimi, mi tocca chiuderla qui (la prossima volta che lo rileggerò, vedrò di procurarmi un fazzoletto di adeguate dimensioni).

 

 

 

Maurizio

HO LETTO I TUOI ROMANZI

MI E' PIACIUTO MOLTO I QUATTRO RE, MA SONO LETTERALMENTE IMPAZZITO PER
ISPETTORE FERRARIS PUNTO E A CAPO

POTRANNO SEMBRARE CIANCE DA FAN, MA VOLEVO COMUNQUE SCRIVERTELO.

MI E' ANCHE PIACIUTA MOLTO LA BIOGRAFIA CHE HAI INSERITO SU I QUATTRO RE

SEI ARGUTO, BRILLANTE, SPIRITOSO, VERY HOT, E MAGARI SEI PURE UN BELL'UOMO !

BEATO TE !

 

 

 

Loran

Leggere i tuoi racconti  è sempre una vera emozione caro Ferdinando "Un colpo grosso" è veramente bello e coinvolgente sia nella trama che nelle scene di sesso e nel finale, veramente complimenti.

 

 

 

Riccardo3

Mi ripeto in un grande WOW sul tuo ultimo racconto "Colpo grosso". Veramente tosto, una carica di puro erotismo, dall'inizio alla fine; una carica erotica più densa  rispetto ad altri tuoi racconti (quelli noti ovviamente) che mi ha "piacevolmente" sorpreso . Una vita sostanzialmente mediocre, fondata su piccole furbizie, che si riscatta nelle braccia  di un angelo vendicatore, bruno di nome e d'animo. Mica male!

Come al solito ancora complimenti.

 

 

 

Laura

Per prima cosa, ti scrivo per ringraziarti: mi tieni compagnia con i tuoi scritti, ricchi di sesso e emozioni; anche quando non approfondisci troppo, o quando le situazioni potrebbero essere più sviluppate, sempre brilla l'intelligenza con cui tratti i personaggi, e quando ti lasci andare alla tua - credo naturale - ironia, davvero mi diverto. Intelligenza e ironia sono merce rara e irrinunciabile.
Non ho critiche da muovere al tuo lavoro che già non siano state scritte nel forum; sono d'accordo con Alessandro, tranne sulla sua opinione sulle scene di sesso (io le trovo sempre stupende).
La scrittura erotica coinvolge, per definizione, i sensi; sei sicuramente attento alla vista, al tatto, all'udito e al gusto, forse un po' meno all'odorato; sarà che personalmente subisco il potere e il fascino evocativo dell'Odore,e nel racconto mi pare che  l'odore aggiunga emozione e  aumenti la percezione delle cose, magari mi sbaglio, ma penso che gioverebbe ai tuoi racconti se aumentassi l'attenzione a questo Senso.
Amo la letteratura erotica, esplicita, ma solo se racconta di esperienze in cui oltre al sesso siano coinvolte le emozioni, se non proprio i sentimenti: questo è ciò che trovo leggendoti, e penso che sia una delle caratteristiche che più mi piacciono dei tuoi scritti.
Per contro, per la mia prima volta sul tuo sito approccio ai racconti sado-maso (definizione forse pessima, ma per capirci) e comprendo che proprio non fanno per me. Per fortuna non tutti i gusti sono al cioccolato.
Inutile dire che aderisco al fanclub Ferraris. Da sempre per me i libri sono, tra le altre cose, un'occasione per incontrare personaggi che comincio, e poi continuo,  ad amare come amici reali, e che mi accompagnano nella vita quotidiana. Figurati se Ferraris, con quel suo essere bastardo dentro, non fa parte del gruppo!
Grazie anche per l'impegno politico che non manchi mai di mettere in campo. Ho apprezzato il richiamo al SI; speriamo bene....
Aspetto sempre con curiosità e impazienza di leggere cose nuove, quindi...buona ispirazione.

 

 

 

Bruno

Mi associo ad Alessandro,e aderisco felicemente al club Ferraris.
Spero di leggere presto un altra avventura dell'ispettore!!!!!
Datti da fare Ferdinando!

 

 

 

Riccardo3

Vorrei anche aderire al club di Alessandro, ma devo avere qualche problema con l'invio di messaggi direttamente sul forum. Personalmente sarei più per un fanclub "san ferdinando neri", ma può andare bene anche il "ferraris".

 

 

 

Max Thomas

Cernunnos: certo non mi aspettavo un ciclo dedicato alla morte, ma la trama mi ha catturato.
Bello anche la rivisitazione delle tre prove per ottenere il tesoro nella seconda parte.
­ L'unica pecca è il finale che ho trovato troppo rapido.

Ps L'appello di Alessandro l'approvo, lo firmo e la sottoscrivo, più chiaro di così non posso essere  

 

 

 

 

Gianna

Ciao, innanzitutto volevo dirti, anche se con un notevole ritardo, che il Bacio
di Giuda l'ho trovato magnifico.......cazzo se è bello!!!!!!

Sulle prime mi sono detta "porca miseria, vuoi vedere che ha voluto riscrivere
la vera storia del tradimento di Giuda?"poi andando avanti a leggere ho capito
che era una recita. Bellissima la scena d'amore, bravo bravo bravo!!!!

Puoi far sapere ad Alessandro che voglio far parte del fan club di Ferraris
anch'io? Non si può lasciare in sospeso la storia tra Michele e l'ispettore
dopo aver risolto il mistero delle due mummie.....

 

 

 

 

 

Loran

Sottoscrivo l'appello di Alessandro.

 

 

 

 

Giovanna

Sottoscrivo l’appello di Alessandro. Anche a me piacerebbe una nuova storia di Ferraris.

 

 

 

Alessandro

Ho deciso di fondare l'ispettore Ferraris fan club. Essendo il primo e attualmente l'unico iscritto mi nomino anche presidente. In qualità di presidente dell'ispettore Ferraris fan club ho il diritto di chiederti: non vorrai mica fermarti al primo libro? Se a Vigata, un paesino di .... ma quanti abitanti farà sto cavolo di Vigata?, succedono delitti bastevoli per creare la saga di Montalbano (e far guadagnare un bel po' di soldi a Camilleri) vuoi che una grande città come Torino non abbia almeno un pari numero di fatti delittuosi da far risolvere brillantemente al nostro Ferraris, per il culo di Satana? E poi gli sviluppi della storia tra l'ispettore e il suo bel Michele saranno sicuramente molto più interessanti di quelli tra Montalbano e Livia (che ci ha già rotto i cabasisi da un bel pezzo). Ma veramente ci vuoi lasciare con Ferraris e Volturno che vissero felici e contenti per il resto della loro vita? No!!!!!!!! dai non è credibile.

Spero che il mio appello venga sottoscritto da tutti gli altri tuoi accaniti lettori.

 

 

 

 

 

Loran

Quando ho iniziato a leggere "Il bacio di Giuda" mi sono detto eccoli lì
Ferdinando ha voluto riscrivere la storia di Gesù e Giuda in chiave di
torrida storia di amore e sesso e mi sono detto, adesso stai a vedere
che lo mettono in una cella a Castel Sant'Angelo così lo vado a trovare
e a portargli le arance, poi proseguendo la lettura mi sono rassicurato,
comunque il racconto è molto bello con la tua maestria di fondere le
varie scene della narrazione sia quelle di sesso che quelle più caste in
modo perfetto rendendo la lettura scorrevole ed eccitante.

 

 

 

Max Thomas

Il tuo ultimo racconto, Il Bacio di Giuda, è bello, cazzo, se è bello!!
Citazioni a parte, mi è piaciuto tantissimo questo racconto. E' stato un piacere leggerlo, la storia è scorrevole e originale.
Quello che mi ha entusiasmato di più, oltre alla trama e la scene di sesso (be' mica ho fatto voto di castità), è stato ritrovare il tuo inconfondibile umorismo che, per me, ha reso il racconto spumeggiante.

 

 

 

 

 

Alessandro

Ho letto il tuo romanzo "la promessa". Volevo subito scriverti un po' di commenti ma ho voluto prima leggere un altro romanzo per rivedere/confermare alcune impressioni, così ho letto subito dopo "in missione".

Innanzitutto è stata dura fermarsi ogni tanto: come avevo sperimentato dai racconti, riesci a creare una fame di lettura tale (il senso di asfissia che dicevo nel mio primo commento) che fai fatica a spezzettare la lettura. L'ultima sezione de la promessa l'ho mandata giù in un sol colpo.

Altra cosa che volevo dirti è che, secondo me, hai sbagliato epoca in cui nascere! se nascevi nell'ottocento non ci sarebbero stati librettisti d'opera che ti avrebbero tenuto il passo: nella terza e quarta sezione  de la promessa direi che con il sentimento sei andato giù a più non posso; mi son passate in mente tutte le eroine delle grandi opere liriche: Violetta che rinuncia al suo amore, Lucia che è costretta a sposarsi controvoglia, etc.. , l'unica differenza è che quelle muoiono sempre (per non farti mancare niente c'era pure un bel riferimento all'olandese volante)

Veniamo al finale; questo era uno dei temi per i quali ho voluto leggere subito un secondo romanzo, volevo avere la conferma dei miei sospetti; copio e incollo da un tuo e-mail che mi avevi mandato: "Devo dire che preferisco il lieto fine, almeno per questo genere di racconti (per i romanzi "seri" è un'altra faccenda)".

Allora o non sono romanzi seri o proprio non riesci a staccarti dal lieto fine!

Un altro aspetto che ho voluto verificare con la lettura del secondo romanzo è la tua capacità / voglia di andare nei dettagli dell'ambiente con un accurato lavoro di costruzione: ne la promessa ho ben notato la precisione nella descrizione delle navi (quanti sanno cosa è la coffa?), il perfetto concatenamento dei luoghi (ho preso una cartina per verificarlo), la descrizione degli dei indigeni, etc..; in missione ho avuto anche un colpo di fortuna: non ho girato molto il mondo ma sono stato per un po' di giorni a San Diego (bellissima esperienza) e mi ricordo abbastanza bene della città; così mi sono anche divertito a pedinarti lungo tutti i luoghi, quartieri (ma non ho verificato le vie che citi) e non ho trovato nessuna incongruenza con i miei ricordi. Poiché non è possibile che tu sia stato in tutti i posti che descrivi deduco che fai un ottimo lavoro di indagine quando scrivi i romanzi; sia nell'uno che nell'altro, l'atmosfera creata con questi dettagli è perfetta.

Ovviamente ci sono anche degli aspetti che non mi sono piaciuti e anche questo l'ho voluto verificare con il secondo romanzo. Il principale (evidente soprattutto nella promessa ma anche in missione non ne è esente) è la disuniformità di stile lungo il romanzo. Non tanto nell'impostazione: secondo me può andare bene che le prime due parti siano così truci e le ultime due molto più sentimentali, però è spiazzante, ad esempio, l'ironia utilizzata solo nelle ultime due sezioni e tra l'altro in modo sempre crescente: all'inizio una battutina ogni tanto e alla fine a più non posso. L'impressione è che man mano che si va verso la conclusione ti sia fatto prendere la mano dalla gioia del lieto fine in arrivo; certi scambi di battute tra Michel e Felipe nell'ultima sezione sembrano inconciliabili con i personaggi di qualche capitolo prima.

Un altro aspetto comune nei due romanzi è la voglia che hai di giocare con il lettore ad anticipargli il seguito: lo fai spessissimo in tutti e due i romanzi utilizzando anche un tono bonario nei confronti dei personaggi; può essere considerato divertente ma per me interrompeva la tensione della storia. Ho anche visto che, spesso, questi anticipi di storia raccontano qualcosa di corretto ma danno, al momento, l'impressione che accadrà qualcosa di diverso (il primo che ricordo è quando alla fine della terza sezione della promessa si accenna all'impiccagione di Felipe facendo credere che morirà). La prima volta il giochetto regge ma poi, una volta capito il genere, diventa inutile anzi controproduttivo (quando in missione dici che quello è l'ultimo preservativo che utilizzeranno ho immediatamente immaginato la dichiarazione d'amore di Leo a Jeff togliendomi un po' il piacere della sorpresa).

Infine l'ultima cosa che mi sembra la più assurda da dire ma questa è la mia impressione: troppo sesso inutile! Sei talmente bravo a descrivere la situazione che porta allo scoppiare dell'incontro d'amore che ti basta pochissimo per essere perfetto, il resto è inutile. Faccio un esempio: l'incontro di Felipe e Michel nella buca della nave è divino, bastano poche righe e poi si va avanti con la storia. Poco più avanti, invece, tutte le evoluzioni di passione tra i due sulla nave di Michel diventano noiose. Lo stesso vale per l'altro romanzo: alcune scene sono bellissime e fondamentali (senza quelle la storia non avrebbe senso), altre sono inutili; esempio: la scena di sesso dal piccolo è fondamentale e la divori con gusto, quella in carcere è una gran bella scena ma senza non sarebbe cambiato assolutamente nulla nel racconto. Le storie che scrivi sono talmente belle che a volte il sesso sembra appesantire. Ho avuto questa idea quando mi sono reso conto che a un certo punto del racconto avevo preso a saltare con gli occhi interi periodi in cui ti dilungavi su scene di sesso; prima ho pensato: "ma come, leggo questi racconti proprio per divertirmi a trovare questi pezzi e poi li salto?" Poi ho riflettuto che la storia è talmente ben costruita che, quando il sesso non è determinante per il suo sviluppo, risulta essere superfluo.

In sintesi: gran belle storie, bravissimo a creare l'ambiente ma ti lasci prendere la mano nel racconto per il piacere di divertirti. E' ovvio che a scrivere uno si debba divertire ma poi hai provato a fare operazione di pulizia rileggendo i romanzi? Io credo che in missione con pochissimi tagli chirurgici sarebbe un romanzo assolutamente perfetto (ne la promessa interverrei più di mannaia che di bisturi)

Ovviamente sono le mie idee, magari ad un altro piacciono proprio le cose che a me non sono piaciute.

Per inciso nei racconti, forse per la necessità di concisione, non ho incontrato nessuno degli aspetti che non mi sono piaciuti nei romanzi; in realtà in qualche racconto c'è un po' di sesso ridondante ma non arriverei a definirlo inutile; su questo argomento vedi quanto scrivo nel PS: nella palestra di boxe c'è una sola scena di sesso, descritta meravigliosamente bene, si arriva a quel momento con un crescendo formidabile e dopo c'è una concisione che oserei definire manzoniana (mi viene in mente la conclusione del racconto della monaca di Monza: la sventurata rispose): "questo non ci impedì, a casa, di provare come veniva a letto. Quattro anni passano in fretta" 

 

PS ci terrei se aggiungessi sul forum questo mio commento: "volete leggere il racconto perfetto? e allora andate su la palestra di boxe. Non c'è nulla che non sia perfetto, ogni momento del racconto è essenziale, la tensione cresce lunga e costante dalla prima all'ultima parola e la tecnica del flashback è utilizzata meglio che in un film. Non trovo altri aggettivi per definire questo racconto se non uno: perfetto"

 

 

 

 

Gianna

Puoi, per favore, far sapere a Federico Volpe che i suoi due racconti sono "strabelli"? Notturno Soleggiato rimane il mio preferito per il genere trattato ma Derive, con il proseguo del racconto, è veramente stupendo. (è bravo quasi quanto te)

 

 

Bingio

leggo sempre con piacere i tuoi racconti...
complimenti

 

 

 

Max Thomas

Due parole sui tuoi racconti:
Cadaveri belli freschi, bellino anche se però la scena del bagno nudi, anche se piace, sta diventando un tuo cavallo di battaglia nelle storie western.
Una corda al collo, sei stato gentile a raccontare cosa accadeva a Ben, peccato che ho trovato all'inizio la trama un po' insipida, forse qualche riga in più mi avrebbe fatto apprezzare di più il racconto, anche se poi la trama si è sviluppata meglio.
Lampo, ho trovato la trama molto avvincente, ma non ho ancora deciso quale dei due finali mi piaccia. Tocco di classe l'omaggio al mio commissario preferito (qualche racconto all'orizzonte?)
Foto di animali, è bello, gradevole, simpatico e eccitante (Sai se il servizio fotografico è disponibile?).
Frontiere, bellissima storia mi è piaciuta tantissimo, mi ha fatto un po' sognare, grazie di cuore.
Il telamone, è un bel racconto che ci fa credere che l'Amore ci possa perdonare e salvare, ma nella realtà può esistere un amore così forte?

Ok, penso di aver detto tutto, spero ;-), non volermene troppo

P.s.: fai i miei complimenti anche a Federico Volpe per "Notturno soleggiato" è un bel racconto.

 

 

Alessandro

Ho letto due tuoi racconti: l'autista e l'orca; per entrambi alla fine sono rimasto senza fiato, sensazione che mai avevo provato prima nella lettura di qualunque tipo di scritto (racconto, romanzo o altro).

Vorrei aggiungere qualcosa sull'Orca; amo tantissimo l'opera lirica e questo racconto sembra proprio un meraviglioso libretto d'opera in cui la caratterizzazione di ciascun personaggio è perfettamente costruita attraverso i dialoghi; ma la cosa che più mi ha ispirato il parallelismo con tanti libretti d'opera è il fatto che in questi spesso il vero grande protagonista non è il personaggio principale ma chi costruisce la storia gestendo i destini degli altri (Scarpia in Tosca, Tonio in Pagliacci, Jago in Otello giusto per citarne alcune): ovviamente mi sto riferendo a Magdalena, che è stata trattata con una cura e attenzione non paragonabile neanche a quella con cui è stato tratteggiato Enrique. Meraviglioso!

 

 

 

 

 

 

 

Riccardo3

L’ultimo treno per Toronto.

Semplicemente meraviglioso!!!!!

Grande il dialogo allo specchio, perfetto l'equilibrio tra quanto sentito e quanto rappresentato dai frammenti di dialoghi, magistrale il rapporto sessuale tra i due, dove anche i più impacciati movimenti trasudano passione. Incredibile come in uno spazio così ridotto, un breve racconto, tu abbia saputo dipingere una intera vita.

 

 

 

Loran

“Uomini e lupi” è una bellissima storia d'amore piena d'avventura sesso e
passione, mentre in “Cose mai Viste” sei riuscito a trattare l'argomento
orsi e torture con ironia e a farne un tributo ad un bravissimo artista.

 

 

Loran

Ancora una volta non ho parole per descrivere il piacere che mi danno i
tuoi racconti, in particolar modo "Una giornata di merda" è incredibile,
ironico e divertente, sensuale ed avventuroso, complimenti e grazie per
questi bei racconti.

 

 

 

Dimitrj1

Ho appena letto un tuo racconto (Dotazione naturale).
SEI UN GRANDE!!!!!!!!!
C'è una commistione di sensualità, sesso anche brutale quasi estremo ma recuperato alla intelligenza e alla libidine del ludico.
Otre al lessico e alla grammatica che è di livello indubbiamente superiore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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